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Viterbo, fotovoltaico. Via libera all'ìmpianto di Bomarzo. Sì della conferenza dei servizi

Beatrice Masci
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La conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto proposto dalla Martello srl, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 100,13 MWp in località Marcolino, su una superficie di 83 ettari complessivi, parte dei quali ricadono nel territorio di Bomarzo. Favorevole al progetto anche l’amministrazione comunale, “dopo la riduzione dell’area interessata, come da noi richiesto”, spiega il sindaco di Bomarzo Marco Perniconi. Negativo, invece, il parere della Soprintendenza. Negativo ma non vincolante, in quanto l’impianto vedrà la luce su una zona senza vincoli. A questo punto, perciò, si attende solo il via libera del Responsabile unico regionale per poter iniziare i lavori.

 

Nella relazione della Soprintendenza, che come detto ha dato parere negativo ma non vincolante, si legge: “Le aree oggetto della proposta progettuale si inseriscono in un tratto di territorio a destinazione agricola, caratterizzato da tessere di media dimensione di forma regolare che configurano un mosaico di paesaggio sostanzialmente integro, segnato da un uso agricolo di tipo estensivo con profondità di veduta ampie che arrivano a traguardare il centro storico di Bomarzo. Le opere previste in progetto prevedono la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra di tipo areale distribuito su più lotti che interferiscono in maniera decisa con l’assetto morfo-vegetativo dei luoghi e con le qualità paesaggistiche e panoramiche dei siti”.

 

Secondo il gruppo consiliare Cambiamo Bomarzo-Mugnano, “tale parere ha convalidato le gravi perplessità già espresse dal gruppo di minoranza attraverso le osservazioni inviate alla Regione Lazio lo scorso 4 maggio. Le osservazioni mettevano in luce la rilevanza archeologica, ambientale e paesaggistica dell’area e rimarcavano le irreversibili ricadute negative che l’impianto avrebbe sul territorio. Il parere della Soprintendenza evidenzia, in sostanza, che il mega impianto, pur rientrando tra i lavori di pubblica utilità, risulta di grave danno. Ma ciò non è bastato. Possiamo fare solo un ultimo appello alle autorità preposte: alla prossima conferenza dei servizi fate partecipare un rappresentante della coscienza del territorio e della nostra storia”.