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Viterbo, rincari energia. Aziende ceramiche a rischio

Giuseppe Crea  Direttore Federlazio

Beatrice Masci
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L’aumento del costo dell’energia rischia di mettere in crisi, se non di portare alla chiusura, molte delle aziende del distretto ceramico di Civita Castellana, le quali, al pari di tutte le altre, forti di una crescita che si stima al 6,5%, si vedrebbero rosicchiare, se non annullare, gli effetti della ripresa. E i rischi di tutto ciò sono già reali. Ottobre, infatti, per le aziende è il mese della stipula dei contratti per l’acquisto dell’energia. Quest’anno, chi ha già chiuso gli accordi si è visto quadruplicare il costo del gas naturale, unica componente da cui si ricava energia, essendo le fonti alternative ancora utilizzate solo in minima parte. Il costo è infatti passato da 0.11 a 0.40 euro al metro cubo. Questi i dati allarmanti sulla base dei quali Federlazio, con la componente nazionale dell’associazione di categoria, guarda con estrema attenzione e massima attesa al Senato, affinché venga licenziato quanto prima il decreto (fermo a Palazzo Madama) che punta ad abbassare i parametri di classificazione delle aziende in modo tale da farle rientrare nel comparto di “aziende energivore”, ovvero, aziende che presentano elevati consumi di energia elettrica. “Il via libera al decreto - spiega il direttore di Federlazio Giuseppe Crea - consentirebbe alle aziende classificate energivore di poter avere agevolazioni fiscali legate alle accise. Siamo ottimisti e attendiamo a breve un intervento in tal senso del governo”.

Altrimenti? “Altrimenti si aprirebbero scenari a dir poco complicati per le aziende, a cominciare da quelle del distretto di Civita Castellana, ma non solo. Basti dire che il costo del gas naturale è già quadruplicato. Il governo deve intervenire con un provvedimento urgente. Siamo certo lo farà. Non può non farlo”. L’aumento dei costi energetici riguarda soprattutto il distretto civitonico. “Nelle aziende ceramiche - spiega Crea - il costo dell’energia incide molto più che in altri settori, ma questo decreto potrebbe risollevare le sorti di molte aziende e non rosicchiare i benefici che si intravedono in termini di ripresa”.

A guardare con apprensione alle sorti del distretto ceramico è anche FdI: “Dopo i successi ottenuti al la fiera del Cersaie e alla manifestazione Milano design, il devastante aumento del prezzo delle materie prime sta di fatto compromettendo quella che era una vera e propria ripartenza per l’intero settore - commenta Marco Rossi, responsabile provinciale del dipartimento impresa e mondi produttivi di FdI -. La produzione ceramica del nostro territorio, conosciuta in tutto il mondo, sta cercando di mantenere la marginalità necessaria per evitare l’imminente rischio di uno stop della produzione”.