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Viterbo geotermia, sindaci: "Pronti a rivolgerci alla Corte di giustizia europea"

Alessio De Parri
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I sindaci dell’Alta Tuscia non hanno intenzione di arrendersi e annunciano che faranno di tutto per bloccare la realizzazione di un impianto geotermico sull’altopiano dell’Alfina, a Castel Giorgio. Tra le ipotesi in esame anche il ricorso alla Corte di Giustizia Europea. La sentenza del Consiglio di Stato - che tre giorni fa ha accolto il ricorso della società Itw Lkw Geotermia Italia, ribaltando la precedente sentenza del Tar e dando il via libera all’impianto -, non ha scoraggiato chi si oppone al progetto. In primis il comitato costituito dai comuni di Castel Giorgio, Allerona, Castel Viscardo e Orvieto in provincia di Terni e Grotte di Castro, Acquapendente, Bolsena e Montefiascone in quella di Viterbo che, insieme alla Regione e all’associazione Italia Nostra. nei prossimi giorni, dopo aver studiato la sentenza, decideranno in quale direzione muoversi.

“La sentenza del Consiglio di Stato ci ha dato torto ma di certo la storia non finisce qui - chiarisce Piero Camilli, sindaco di Grotte di Castro -. Nonostante quanto scritto dal Consiglio di Stato le perforazioni per realizzare l’impianto di geotermia in una zona vulcanica come la nostra possono accelerare il fenomeno di eventi sismici. Non lo dico io, ma diversi studi fatti sulla materia. Ripeto, andremo avanti per la nostra strada, combatteremo questa battaglia per i cittadini e non ci faremo intimorire da chi, come il manager di Itw Lkw Geotermia Italia, Diego Righini, minaccia di chiedere i danni per aver rallentato il progetto. Il ricorso alla Corte di Giustizia Europea? Non lo escludo, anzi, ma prima attendo che il sindaco di Castel Giorgio, Andrea Garbini, capofila del comitato, ci convochi nei prossimi giorni per decidere una strategia comune da adottare. Piuttosto una cosa ci tengo a dirla - conclude Camilli -: dove sono finiti i politici locali? Mi sembra che la Tuscia sia rappresentata dal sottosegretario all’Agricoltura (Battistoni, ndr) che ancora non è intervenuto sulla questione. Noi sindaci siamo stati lasciati soli dalla politica. Siamo l’ultimo anello della catena e se non veniamo rappresentati come dovuto a livello nazionale possiamo fare davvero poco”.

“Nei prossimi giorni mi sentirò con gli altri sindaci per portare avanti la nostra battaglia - afferma Alessandra Terrosi, appena eletta a sindaco di Acquapendente -. Mi sono insediata da poco e devo ancora valutare con attenzione la vicenda, di certo faremo quanto è nelle nostre possibilità per far sì che l’impianto di geotermia a Castel Giorgio non venga realizzato”. Intanto il Biodistretto <TB>Lago di Bolsena ha messo in discussione la sentenza del Consiglio di Stato. “Ciò non significa che non abbiamo più alcuna possibilità di fermare il progetto - fanno sapere dal Biodistretto -. Dopo una prima lettura, la sentenza stessa mette in luce dei punti critici che potrebbero essere alla base di un ulteriore ricorso per manifesta erroneità del giudizio. Il primo, amministrativo, relativa all’insufficiente coinvolgimento delle regioni Umbria e Lazio in questa decisione – punto già accolto dal Tar -. Il secondo, di carattere scientifico, che rilevava il rischio sismico connesso all’impianto, un rischio incontestabile dimostrato da eventi accaduti (i terremoti geotermici di Pohang e Vendenheim) e sottolineato da diverse pubblicazioni scientifiche, nonché dalla valutazione avversa dell’Ingv a due impianti geotermici in Campania identici a quello di Castel Giorgio. Sono molti i punti oscuri e contraddittori della sentenza, come quello in cui si ammette che ‘il Comune di Castel Giorgio si trova in zona sismica, anche se a sismicità bassa, e nella sua storia ha registrato distruzioni ad opera di terremoti’. Insomma, la sentenza del Consiglio di Stato non certifica in nessun modo che l’impianto di Castel Giorgio non sia pericoloso - concludono dal Biodistretto -. Evita semplicemente di esprimersi a proposito. Siamo fiduciosi che alla fine si riesca a far valere la ragione e a impedire la realizzazione dell’impianto”.