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Viterbo, carcere. Detenuto tenta di impiccarsi a Mammagialla. Salvato

Beatrice Masci
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Un detenuto italiano di 42 anni ha tentato di impiccarsi la scorsa notte nella sua cella, all’interno del carcere di Mammagialla. A dare l’allarme è stato il suo compagno. Il pronto intervento ha evitato che l’uomo riuscisse a togliersi la vita. Portato in infermeria, è ora fuori pericolo. A quanto risulta, si tratterebbe di una persona con problemi di natura psichiatrica che, viste le sue patologie, necessiterebbe di essere internato in una struttura idonea e con personale formato e dunque in grado di potersi prendere cura di lui. Ma così non è, per cui rimane a Mammagialla in attesa di essere collocato in un centro detentivo idoneo.

 

Ce ne sono diversi, a Mammagialla, di detenuti che necessitano di essere collocati altrove. Ieri mattina uno di questi è stato trasferito in un centro specializzato per detenuti con problemi psichiatrici, ma per uno che viene ricollocato, altri restano a Mammagialla, con tutte le conseguenze del caso e che, come accaduto la notte scorsa, per l’immediato intervento degli agenti non finiscono in tragedia. A questo si aggiunge, ora, il fatto che l’Amministrazione Penitenziaria, attraverso la Direzione generale dei detenuti e del trattamento, avrebbe individuato nella casa circondariale di Viterbo la sede dove destinare detenuti del circuito “Alta sicurezza”. Ne dà notizia il segretario regionale Uspp Lazio Daniele Nicastrini, che spiega “Già negli anni passati questa struttura ha ospitato detenuti di tale circuito e la necessità di spostarli in altre strutture è stata dovuta alla possibilità di non concentrare un elevato numero di persone, che di fatto sono dedite alla criminalità organizzata, dove già da tempo la stessa struttura detiene circa 50 detenuti sottoposti al regime 41bis”.

 

Un problema in più per una struttura che, spiega il sindacato, “sconta già una difficoltà organizzativa del lavoro rispetto ad un organico di polizia penitenziaria sempre più numericamente insufficiente (100 unità in meno ndr) a garantire i servizi. Trasferire 150 detenuti di alta sicurezza - conclude Nicastrini - in queste condizioni già deficitarie significa far diventare il carcere viterbese una polveriera pronta ad esplodere”. Per questi motivi l’Uspp ha proclamato lo stato di agitazione.