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Viterbo, scuola. Gli studenti del Midossi di Civita Castellana protestano davanti alla sede della Cotral

Alfredo Parroccini
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La protesta studentesca contro il doppio turno di ingresso a scuola, a causa delle restrizioni da Covid si diffonde a macchia d’olio. Ieri venerdì 8 ottobre a manifestare il proprio disappunto fuori dalla scuola sono state le classi dell’Itis dell’istituto Ulderico Midossi. I ragazzi hanno avuto dapprima un colloquio con il preside Alfonso Francocci, per poi trasferirsi all’esterno della sede della Cotral ubicata a via Terni. “Le ragioni della nostra protesta sono chiare - dichiarano gli studenti -. Il doppio turno con i suoi orari assurdi, ci impedisce di gestire la nostra vita con serenità e normalità, penalizzando pesantemente la sfera personale e privata”.

 

Di fronte alle rimostranze degli studenti il Cotral però non accetta di essere considerato il capro espiatorio di questa complessa quanto antipatica situazione. “Ho appreso con stupore - dichiara la presidente di Cotral, Amalia Colaceci -, che un certo numero di studenti, insieme al preside dell’Istituto Midossi, ha manifestato davanti al nostro deposito di Civita Castellana contro il doppio turno di ingresso a scuola. Ebbene, se è vero, sarebbe doveroso spiegare a questi ragazzi che, Cotral quanto loro, ha subito questa decisione, che è stata presa a livello nazionale e viene applicata in tutta Italia al fine di evitare assembramenti non solo sui mezzi, che, peraltro, hanno un limite di capienza a bordo dell’80 per cento, ma anche al di fuori degli istituti scolastici. Sorprende che anche un dirigente scolastico sia all’oscuro di questa informazione, nota a tutti da molti mesi e ampiamente discussa nei tavoli con le prefetture ai quali siedono anche rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale”.  “È lecito a questo punto - aggiunge -, domandarsi se la pressione sull’azienda non sia sollecitata ad arte, al fine di individuare in Cotral un capro espiatorio e, si potrebbe pensare, costringerci a dichiarare una presunta incapacità a gestire il trasporto degli studenti in queste condizioni. Una dichiarazione che non arriverà mai, semplicemente perché non è la verità. Abbiamo servito il territorio al meglio possibile lo scorso anno, con una potenzialità di carico al 50%, e lo stiamo facendo ancora meglio ora. Stiamo perdendo 35 milioni di euro di incassi e abbiamo emesso il 50 per cento in meno di abbonamenti scolastici”. 

 

 

Il preside Francocci risponde: “Ho deciso di seguire gli studenti per prevenire rischi riguardo la sicurezza ed evitare che la protesta potesse degenerare. Ho preavvertito il Cotral del loro arrivo. Lì sono stati accolti per un breve colloquio. Agli studenti avevo già detto che i provvedimenti normativi non sono imputabili al Cotral”.