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Viterbo, Lega in crisi. Alle elezioni comunali eletti solo otto consiglieri

Massimiliano Conti 
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Appena 16 candidati, su un totale di 614, nei 20 comuni che sono andati al voto domenica e lunedì, pari al 2,7% del totale. Otto eletti, uno soltanto in più rispetto alle elezioni di 5 anni fa negli stessi paesi. La tornata amministrativa del 3 e 4 ottobre non sarà ricordata dalla Lega viterbese come un trionfo, anche se il coordinatore provinciale Stefano Evangelista, nel congratularsi con gli eletti, ha parlato di crescita del partito in tutta la provincia. I numeri sembrano però raccontare un'altra storia. Intanto a bruciare c’è la sconfitta di Umberto Fusco, numero uno dei salviniani viterbesi, a Vitorchiano. Con il sindaco uscente Ruggero Grassotti non c’è stata partita: quest’ultimo è stato riconfermato con il 76% contro il 24% rastrellato dal senatore.

 

Ma anche in tutti gli altri centri il risultato per i salviniani non è stato entusiasmante. Intanto nella metà dei comuni, la Lega non ha neppure presentato propri candidati: Arlena di Castro, Caprarola, Carbognano, Corchiano, Faleria, Gallese, Lubriano, Montefiascone, Oriolo Romano, Proceno e Soriano. A Bassano Romano era leghista il candidato a sindaco Carlo Pellegrini, consigliere uscente, sconfitto con il 45,9% dei voti dal riconfermato Maggi. Insieme a Pellegrini entra nel parlamentino bassanese in quota Lega anche Francesco Manoni. Stessa storia a Marta, dove Consalvo Dolci, candidato a sindaco leghista, si è fermato al 32,41% in una tornata che ha visto riconfermato Maurizio Lacchini. Di Vitorchiano si è già detto: oltre a Fusco, che comunque entra in consiglio, gli elettori hanno bocciato anche i candidati salviniani Marco Cardona, Mauro Catasca, Giuseppe Macera e Antonio Orti. Ad Acquapendente la formazione sostenuta dalla Lega, Insieme per cambiare, con candidata a sindaco Federica Friggi, è stata sconfitta dalla lista Immagina Aquesio guidata dall'ex deputata dem Alessandra Terrosi. Due i candidati consiglieri targati Lega: Alessandro Brenci ed Enzo De Masi, eletto solo il primo. E’ andata meglio a Canino, dove la lista Cambiamo insieme, sostenuta dai salviniani, ha eletto sindaco Giuseppe Cesetti con il 38,46% e anche la consigliera salviniana Emanuela Bartolini. L’asse rossoverde Panunzi-Fusco è risultato vincente a Fabrica di Roma, con l’elezione di Claudio Ricci. I candidati leghisti in una lista egemonizzata dai dem erano due: Quinto Passini (eletto) e Daiana Giarrante (non eletta). E ancora: a Orte nessuno dei due candidati leghisti, il medico di guerra Helga Cosolo e Afredo Scognamiglio, siederanno sugli scranni consiliari.

 

Idem a Vasanello, dove la lista Siamo Vasanello guidata da Luigi Stefanucci, supportata dai verdi, viene sconfitta da Igino Vestri: resta fuori il candidato leghista Alessandro Lanchi. Infine, nella Vetralla riconquistata dall’eterno Sandrino Aquilani con quasi il 60% dei consensi, i verdi piazzano in consiglio Giovanni Gidari ma non Andrea Mascagna
Per la cronaca, anche alle elezioni amministrative del 2020, che avevano interessato altri comuni della Tuscia, i candidati leghisti eletti erano stati 8. Alle europee del 2019 nella Tuscia i salviniani mietevano il 34,37% dei consensi, più che a livello nazionale. Un po’ difficile parlare di crescita.