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Geotermico, via libera all'impianto sull'altopiano dell'Alfina a Castel Giorgio. La sentenza del Consiglio di Stato

Davide Pompei
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Il Consiglio di Stato ha accolto nelle ultime ore gli appelli che erano stati proposti dalla società Itw Lkw Geotermia Italia e quelli che erano stati presentati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri rispetto alla realizzazione dell'impianto geotermico sull'altopiano dell'Alfina.  Ha respinto, invece, l'appello incidentale del Comune di Castel Giorgio con i Comuni di Allerona, Castel Viscardo e Orvieto ricadenti sul territorio umbro e quelli di Acquapendente, Bolsena, Grotte di Castro e Montefiascone sul versante laziale, nonché quelli proposti dalle rispettive Regioni.

 

Riformando le sentenze di primo grado impugnate, in sede giurisdizionale, la quarta sezione presieduta dal giudice Luigi Maruotti ha respinto anche tutti i ricorsi di primo grado che erano stati presentati presentati al Tar del Lazio. Dopo otto mesi dalla parziale bocciatura del tribunale amministrativo degli impianti a Castel Giorgio, l’azienda aveva annunciato il ricorso al Consiglio di Stato sostenendo che ostacolare la realizzazione del progetto in questione fosse una “palese forzatura dei giudici”.  E, nell'attesa del verdetto arrivato in questi giorni, anticipava la realizzazione al 2022 del progetto, di cui aveva chiesto i permessi di ricerca impugnati con la procedura di valutazione di impatto ambientale presso il Tribunale amministrativo regionale del Lazio da Italia Nostra e da alcuni residenti della zona.

 

Come spiegato anche nelle 37 pagine che motivano la sentenza della quarta sezione del Consiglio di Stato, l’impianto in questione è costituito da cinque pozzi di produzione di acqua calda, dotati ciascuno di pompa di sollevamento, dal cosiddetto impianto Orc che produce l’energia elettrica, da quattro pozzi di reiniezione dell’acqua geotermica raffreddata, dai tubi di raccordo fra tutte queste strutture e dalla linea elettrica di collegamento alla rete nazionale.  L'opera si localizzerebbe all’interno dell'area del permesso di ricerca, estesa per 14,15 chilometri quadrati, di risorse geotermiche finalizzato alla sperimentazione di impianti pilota “Castel Giorgio – Torre Alfina”, che ricade nei territori compresi tra la provincia di Terni e quella di Viterbo, anche se tutte le strutture sarebbero da realizzarsi sul territorio di Castel Giorgio. Dal canto loro i Comuni, contrari alla realizzazione del progetto, hanno sostenuto tra le motivazioni quella di un “eccesso di potere per mancata valutazione del presunto impatto negativo del progetto sui siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale quali il monte Rufeno e il lago di Bolsena”.