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Viterbo, bastonate alla migliore amica. A processo ragazza di 25 anni: è accusata di lesioni

Valeria Terranova
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È arrivato alle battute finali il processo a carico di una 25enne che prese a bastonate l’ex migliore amica, colpendola in pieno volto. L’imputata, che deve rispondere di lesioni aggravate, avrebbe colpito con un bastone la coetanea, costituitasi parte civile con l’avvocato Remigio Sicilia, mentre era alla guida della propria auto la mattina del 5 luglio del 2018 nella piazza centrale di Fabrica di Roma. A seguito dell’aggressione la presunta vittima, anche lei 25enne, riportò delle lesioni alle arcate dentali.

 

Ieri, giovedì 7 ottobre, in aula è stata ascoltata come testimone la madre della malcapitata. “Mia figlia e questa ragazza erano amiche da diverso tempo. Lei frequentava casa nostra quotidianamente – ha raccontato la 50enne-. Quel giorno mia figlia stava andando a lavoro ed era in macchina. Intorno alle 11.30 mi chiamò spaventata dicendomi ‘non aprire la porta perché viene e ti sfonda’ riferendosi all’amica. Dopo di che ho sentito un botto, un urlo e poi più nulla. Quando la raggiunsi, mia figlia mi disse che la ragazza l’aveva menata e che aveva dolore ai denti e le sembrava che si muovessero, così andammo al pronto soccorso, dove dopo qualche minuto questa giovane si presentò con la madre e insultò sia me che mia figlia, rivolgendoci frasi come ‘Ti sfondo a te e a tua madre’ e altre espressioni del genere. La madre la spalleggiava e la incoraggiava a continuare. A distanza di due mesi, mentre eravamo in un supermercato a fare la spesa, la incontrammo e anche in quell’occasione iniziò a insultarci e a minacciarci e così fummo costrette ad andar via. Mia figlia tuttora è sottoposta a cure mediche e dovremo sostenere circa 8 mila euro per tutti i trattamenti e interventi ricostruttivi”.

 

Nel corso dell’interrogatorio, la donna, incalzata dalle domande delle parti, non ha saputo spiegare il movente dell’accaduto. “Fino alla sera prima parlavano al telefono e chattavano. Non avevano litigato. Non so perché sia successo tutto questo”, ha affermato la donna. In seguito, il legale della presunta vittima ha chiesto di poter depositare dell’ulteriore documentazione: un cd, contenente tre allegati, elaborati dai carabinieri, consistenti in alcune immagini, fotogrammi tratti dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della polizia locale del comune di Fabrica di Roma, posizionate in piazza duomo, che avrebbero ripreso l’episodio, insieme a una copia dello screenshot dei messaggi intimidatori indirizzati alla propria assistita e un file audio con contenuti dello stesso tenore. L’avvocato Sicilia ha inoltre depositato la richiesta di archiviazione della denuncia per calunnia, che era stata presentata dall’imputata nei confronti della propria cliente. Il 10 marzo del 2022 si tornerà in aula per la discussione.