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Viterbo, violenta la vicina di casa. Muratore condannato a 6 anni

Valeria Terranova
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Condannato a 6 anni di carcere un uomo che piombò nella camera da letto della vicina di casa e abusò di lei. Era la sera del 28 luglio 2018, quando un muratore residente in un piccolo centro della provincia riuscì a introdursi nell’appartamento adiacente la sua abitazione, al primo piano, scavalcando dal proprio balcone. Il manovale si avventò sulla donna, che in quel momento stava riposando. “In tarda serata, durante il servizio di pattuglia, su segnalazione della centrale operativa, io e un collega ci dirigemmo verso la casa dove avvenne il fatto.

Fu il marito della signora a dare l’allarme e una volta arrivati ci disse che la moglie aveva subito una violenza sessuale - ha riferito ad aprile un brigadiere che intervenne sul posto-. In quel momento, alla presenza di uno dei figli, l’uomo ci raccontò che intorno alle 22.30 il vicino di casa, completamente nudo, era riuscito a irrompere nella loro camera da letto e si era gettato addosso alla donna”. Tuttavia, l’assalitore, stando alla deposizione dell’operante, era ancora nei paraggi quando venne intercettato e bloccato. “L’uomo si trovava accanto al portone del palazzo e indossava solo pantaloncini neri. Quando ci avvicinammo per identificarlo era in stato confusionale, parlava in maniera sconnessa e aveva l’alito vinoso – ha proseguito l’ufficiale -, ma negò tutto. Ci accorgemmo però che aveva graffi lungo la schiena e su un braccio, tutti indizi che ci fecero desumere che la signora tentò di difendersi per sottrarsi all’aggressione, ma a tal proposito l’operaio affermò che quelle abrasioni se le era procurate in altro modo”.

Dagli accertamenti successivi svolti dai carabinieri emerse che la moglie del manovale quella notte non era in casa, in quanto ricoverata presso un ospedale romano e che l’uomo si era impossessato anche della chiave della porta di casa dei vicini, tentando più volte di entrare da loro. Ieri il pm Paola Conti, in conclusione della propria requisitoria, ha avanzato un’istanza di condanna a 1 anno e 6 mesi. Al termine della camera di consiglio, il verdetto finale emesso dal terzetto collegiale, presieduto dal giudice Elisabetta Massini, ha condannato il muratore a 6 anni di carcere e a un risarcimento di 30 mila euro a favore della vittima.