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Viterbo, oasi di Vulci monumento naturale nonostante la muraglia sul Fiora

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Daniela Venanzi
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L’oasi di Vulci sarà riconosciuta monumento naturale. A darne notizia è stata Silvia Blasi, consigliere regionale del M5S e vice presidente della commissione Affari europei e internazionali. “Situata al confine tra Lazio e Toscana - spiega la consigliera regionale - l’area protetta oasi provinciale di Vulci fa parte del sito natura 2000 e nel 2016 è stata designata come zona speciale di conservazione dal ministero dell’ambiente. Si tratta di una zona molto vasta - sottolinea Blasi - che ospita un ecosistema di eccezionale rilevanza e si inserisce in un più esteso contesto naturalistico e storico, che comprende la riserva naturale di Montauto sul versante toscano e il parco archeologico naturalistico di Vulci sul versante laziale. Pertanto l’area è inserita nella direttiva habitat istituita dalla Comunità europea. L’iter per l’istituzione del monumento naturale, partito con la delibera della giunta regionale, è ormai quasi concluso, anche grazie alla sollecitazione della Lega Italiana per la protezione degli uccelli, delegazione di Viterbo. Si tratta - conclude il consigliere regionale - di un altro importante traguardo per la tutela dei parchi e delle aree naturali laziali, a dimostrazione del nostro costante impegno nel proteggere tutti quei luoghi che rappresentano un valore aggiunto per la nostra regione e i suoi abitanti”. Ed è sempre la stessa vice presidente della commissione Affari europei e internazionali che, contattata, entra meglio nel dettaglio della questione: “L’acquisizione di questo status è un obiettivo importante che sta per essere raggiunto - conferma Silvia Blasi -. Siamo ormai alle battute finali. E’ stato fin qui un iter lungo e complesso, considerata anche la pandemia, ma che finalmente sta per vedere la luce”.

 

Di fatto in cosa si traduce questo riconoscimento per l’oasi di Vulci?
“Con questo riconoscimento sarà più facile accedere a finanziamenti, anche a fondo perduto. Significa per la zona avere un importante valore aggiunto. Si potranno creare progetti, percorsi, visite guidate per le scuole, per i turisti”.
Chi sarà a fare tutto questo?
“Ci dovrà essere un soggetto gestore, forse la stessa Lipu che ha sostenuto l’intero procedimento, in collaborazione con i comuni di Montalto e Canino. L’area dovrà essere resa fruibile, si dovranno studiare sentieri, aprire un canale per le visite, creare la cartellonistica. Insomma, le prospettive per il territorio sono enormi e l’indotto una certezza che aprirà a tante possibilità”.
Obiettivo importante...
“Direi di sì, una vittoria per i cittadini e per la natura, ora ci sarà da lavorare, tanto”.

 

Anche Francesco Corniglia, consigliere comunale di Montalto del M5S esprime la sua soddisfazione per questo riconoscimento, con un distinguo però, quello relativo alla realizzazione di un muro di cemento: “C'è un aspetto quasi kafkiano nella vita del nostro fiume Fiora - scrive - a monte lo si inserisce in un monumento naturale, a valle, più precisamente alla foce, lo si cementifica costruendo un muro alto tre metri portando avanti un anacronistico progetto di messa in sicurezza. Il bello è che sempre la Regione - continua Corniglia - è la protagonista che istituisce da un lato il monumento naturale e dall’altro firma il progetto del muro. Il Fiora va tutelato, curato e difeso in tutta la sua lunghezza. Per questo chiedo alla Regione di ripensare il progetto di messa in sicurezza, allineandolo alle più recenti normative per la salvaguardia della natura e del paesaggio. Cambiare si può, anzi, in questo caso si deve”.