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Viterbo, fotovoltaico a Ferento. L'assessore regionale Lombardi: "Progetto sospeso"

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Mega impianto fotovoltaico di Ferento, per la Regione non c’è nessun problema. Stando a quanto afferma l’assessore all’ambiente Roberta Lombardi (nella foto) in una nota diffusa ieri il progetto sarebbe già sospeso. Sull’impianto che andrebbe a impattare su oltre 90 ettari di suolo agricolo l’assessore cerca di gettare acqua sul fuoco: “Mi sento di tranquillizzare la comunità locale, sul fatto che, in base a quanto prevede la recente norma regionale entrata in vigore il 13 agosto scorso, si tratta di un progetto per il quale si applica la sospensione e che pertanto gli allarmismi di questi giorni sono del tutto infondati”, spiega l’assessora alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione.

 

“Colgo l’occasione offerta dal caso specifico di Ferento per fare anche un po’ di chiarezza su come in generale dev’essere applicata la sospensione delle installazioni di grandi impianti di produzione di energia da fotovoltaico nelle aree agricole, attualmente in vigore fino al prossimo 12 aprile. La norma si applica solo alle installazioni di grandi impianti fotovoltaici che al momento dell’entrata in vigore della legge, ovvero lo scorso 13 agosto, non erano stati autorizzati. – spiega Lombardi - Per quei progetti che invece entro questa data erano stati autorizzati, i privati possono procedere. Nel caso specifico di Ferento, la conferenza decisoria si è tenuta qualche giorno fa e quindi si applica la sospensione fino a quando il Comune interessato non avrà provveduto a definire la mappatura delle aree idonee e non idonee ad ospitare impianti da Fonti Energetiche Rinnovabili (Fer), che i Comuni già da tempo dovevano aver effettuato e che ora dovrà essere fatta entro il 12 aprile 2022, termine oltre il quale, in caso di inerzia dell’amministrazione locale, l’autorizzazione riprende la sua efficacia”. 

 

Poi Lombardi argomenta: “E’ possibile coniugare tutela di suolo agricolo e paesaggio, nel rispetto delle norme vigenti, se ognuno fa la propria parte. Ad esempio, il privato potrebbe convertire l’attuale progetto in agrovoltaico, caso in cui la sospensione non viene applicata; oppure il Comune potrebbe individuare un’area idonea alternativa in brevissimo tempo, se gli uffici si attivassero velocemente. Dal canto nostro, in linea generale, come Regione possiamo sollecitare il Comune affinché provveda quanto prima alla mappatura delle aree idonee e non idonee, sia per dare certezza su dove investire alle aziende del settore delle rinnovabili, sia per rispettare la scadenza della sospensione”.