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Viterbo, elezioni comunali. Pochi voti pure ai vincitori. Puniti gli inciuci a Montefiascone e Vetralla

E. C. 
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Gli elettori bocciano a Montefiascone l’ammucchiata di centrodestra, manifestatasi all’insaputa di tutti (compresa la gran parte dei candidati) la mattina in cui sono state presentate le liste; e a Vetralla il candidato sindaco del Pd, Flaminia Tosini, impostasi in questo ruolo nonostante le inchieste giudiziarie che la riguardano, con conseguente spaccatura della coalizione di centrosinistra (Passione civile ha infatti candidato Costantini). In entrambi i casi, hanno detto no ai disgustosi teatrini della politica che sono andati in scena nei due paesi con la presuntuosa convinzione che tanto i cittadini non avrebbero capito. E invece no: la gente ha capito benissimo, come dimostra la scarsa affluenza che in tutti e due i comuni (63.04% a Vetralla e 69.74 a Montefiascone), oltre ad aver punito i perdenti, consegna due sindaci (Sandrino Aquilani e Giulia De Santis) di scarsa popolarità, riusciti ad arrivare al traguardo sicuramente più per demerito degli avversari che per meriti propri. 

 


Il dato dell’affluenza (in tutta la provincia pari al 71.04% contro il 76.38 di cinque anni fa), sebbene sopra la media nazionale, non va preso sotto gamba da nessuno, vincitori e vinti, essendo la cartina al tornasole della disaffezione e della stanchezza sopraggiunte nell’opinione pubblica nei confronti di una classe politica locale di cui la maggior parte dei viterbesi farebbe volentieri a meno.  Dopo Vetralla e Montefiascone, la terza notizia è la sconfitta a Vitorchiano, clamorosa per dimensioni, del senatore della Lega Umberto Fusco, costretto a fermarsi al 24.04% (704 voti) a fronte del 75.96 (2.208 voti) del sindaco uscente Ruggero Grassotti. “Ho fatto quello che potevo - commenta -. C’era un centrodestra allo sbando e io c’ho messo la faccia. Sono orgoglioso anche di fare il semplice consigliere comunale”.  Da notare ancora l’uscita di scena di Lina Novelli (Pd) a Canino, che lascia il Comune a Giuseppe Cesetti del centrodestra, per non aver saputo trovare una sintesi con Andrea Amici, ex consigliere della sua maggioranza che ha dato vita a una terza lista che si è giocata la vittoria con lo stesso Cesetti. Allo stesso modo fa notizia a Fabrica di Roma l’uscita di scena della famiglia Scarnati: come era nell’aria da qualche settimana, il sindaco uscente, Mario, non è infatti riuscito ad imporre il figlio Enrico.

 

Degna di nota pure la vittoria di Dino Primieri a Orte, arrivata pure qui più per demerito degli avversari (il centrodestra si è presentato spaccato) che per meriti propri del centrosinistra. In tutto questo quadro tengono banco i risultati di Vasanello e Corchiano. Nel primo caso il centrosinistra è riuscito a perdere nonostante la spaccatura del centrodestra. Alla fine per poche decine di voti ha avuto la meglio Igino Vestri sostenuto da Fratelli d’Italia, ovvero dal sindaco uscente Antonio Porri, lasciando con l’amaro in bocca il vicesindaco uscente Luigi Stefanucci. Per Vestri avrebbero votato anche alcuni ambienti di sinistra. A Corchiano invece tra Gianfranco Piergentili, presidente della Pro loco, e Bengasi Battisti tutto si è giocato su un voto. Battisi ha chiesto il riconteggio e l’aria ai seggi è stata molto, molto tesa sino a tarda notte.