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Viterbo, scuola. Maxi sciopero contro il doppio ingresso a Civita Castellana

Alfredo Parroccini
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Ieri mattina, lunedì 4 ottobre, davanti ai plessi scolastici dell’istituto “Giuseppe Colasanti”, si è svolto un maxi sciopero studentesco, il più importante, grande e partecipato degli ultimi decenni. Ad aderire compatti allo sciopero sono state infatti ben 30 classi degli indirizzi di studio classico, scientifico, tecnico economico, servizi commerciali e odontotecnico. Oltre 600 studenti che hanno deciso di astenersi dalle lezioni didattiche, manifestando chiaramente e pubblicamente il loro pesante disagio nei confronti del doppio turno di ingresso dettato dalle prescrizioni anticovid.  Fuori dai plessi scolastici gli studenti hanno affisso alcuni striscioni di protesta. 

 


 

“Siamo davvero esasperati e stanchi da questa situazione - spiegano gli studenti della scuola superiore locale -, perché le ore pomeridiane non ci permettono di condurre una vita fuori da scuola. Il disimpegno e l’immobilismo dei vertici dell’istituto Giuseppe Colasanti ci distrugge psicologicamente. La disorganizzazione nelle scansioni orarie che vengono stabilite di settimana in settimana ,peraltro di domenica, non ci permette di avere dei punti fermi e sicuri. Ad aggravare il tutto si aggiunge il malfunzionamento della rete di autobus Cotral, che o non rispetta gli orari o salta le fermate”.
Il rappresentante degli studenti Nicholas Verginis puntualizza: “L’azione è stata colossale, mai viste così tante adesioni. Ciò significa che abbiamo ad oggi un obiettivo comune, un’idea, quella di essere trattati non solo come meri studenti, bensì come ragazzi e ragazze che coltivano quotidianamente passioni, sport e relazioni fuori dalle mura della classe”.

 

 

 

Il corpo studentesco invita quindi la dirigente scolastica Angela De Angelis “a non ridurre l’impegno morale e fisico della mattinata ad una mera assenza didattica o questa battaglia sarà un fallimento, ma di certo non per noi. Noi abbiamo proposte e volontà - precisano gli studenti -, affinché la scuola sia un luogo piacevole per studiare, etimologicamente parlando, non per diventare anelli di una catena di montaggio. Abbiamo senso d’ onore e dell’azione solidale dalla nostra parte, per tutto ciò noi spendiamo forze e tempo. Non siamo più semplici alunni, ma rappresentiamo la collettività, l’interesse comune”. Con questo eclatante sciopero gli studenti bocciano clamorosamente il doppio turno d’ingresso a scuola perché penalizza fortemente la loro vita privata e personale. E invocano soluzioni urgenti e adeguate.