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Viterbo, fotovoltaico. Coldiretti: “Basta togliere terreno all'agricoltura"

B. M. 
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Dopo il via libera della conferenza dei servizi all’impianto fotovoltaico a Ferento, Coldiretti spera nell’intervento della Regione che, che con l’approvazione del collegato al Bilancio, ha stabilito una sospensione di otto mesi per le autorizzazioni di nuovi impianti di energia rinnovabile. Alla luce del recente via libera della conferenza dei servizi, è difficile che questo possa avvenire, tuttavia, Coldiretti auspica possa concretizzarsi. In attesa degli sviluppi, a cominciare dall’opposizione annunciata dalla Sovrintendenza, il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici, boccia senza appello il progetto: “Oltre 93 ettari di terreno saranno occupati dall’installazione di 559 moduli di pannelli fotovoltaici con una potenza di 72.64 mgw nell’area di Ferento. Noi non possiamo accettare che altro suolo agricolo venga occupato, soprattutto alla luce delle novità normative introdotte dalla Regione Lazio, che ha stabilito la sospensione di otto mesi per le autorizzazioni di nuovi impianti di energia rinnovabile. Un risultato importante che abbiamo fortemente sollecitato alla Regione Lazio”.

 

La federazione di Viterbo ha lanciato lo scorso luglio una petizione contro l’installazione del fotovoltaico che occupa suolo agricolo produttivo, nell’ambito di un progetto regionale e nazionale voluto da Giovani impresa Coldiretti. A Viterbo il primo firmatario è stato il Sottosegretario al ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Francesco Battistoni. “In consiglio regionale sono stati approvati, lo scorso luglio - aggiunge Pacifici - due importanti emendamenti sui pannelli solari, sia a firma del consigliere Buschini, che ne vieta l’installazione a terra nelle aree di pregio, che dall’assessore alla Transizione ecologica, Roberta Lombardi, per sospendere fino al 30 giugno 2022 le richieste di autorizzazione, che nel Lazio sono già oltre 150”.

 

 

Un impegno corale che ha coinvolto anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Enrica Onorati, nell’ambito delle nuove disposizione approvate nel collegato in materia di contenimento della fauna selvatica nelle aree agricole e in quelle protette. “Ribadiamo che siamo favorevoli alle energie rinnovabili - prosegue Pacifici - ma non possiamo accettare che sottraggano terreno fertile ai nostri agricoltori. Abbiamo proposto delle soluzioni alternative per superare questo problema, come l’installare di pannelli solari sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole”. Solo nella zona della Tuscia in poco più di dieci anni sono stati presentati quasi 300 progetti. “Quello che serve urgentemente - conclude Pacifici - è una pianificazione urbanistica.