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Viterbo, Lazio Pride. Ufficiale la candidatura della città dei Papi insieme ad Albano Laziale e Ceccano

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La città dei Papi è ufficialmente candidata a ospitare il Lazio Pride, il raduno regionale dell'orgoglio gay. Le città di Ceccano, Albano Laziale e Viterbo sono ufficialmente candidate per ospitare la sesta edizione del Lazio Pride, che si terrà nel 2022. Tre candidature importanti che provengono dal basso. Ceccano si propone di riportare il Pride in Ciociaria dopo l'edizione 2019 di Frosinone, mentre i Castelli Romani punteranno stavolta su Albano Laziale per aggiudicarsi l'edizione. Viterbo invece potrebbe portare per la prima volta il pride nella propria provincia.

 

Dall'11 di ottobre, Giornata del Coming Out Day, al 15 di ottobre sarà possibile votare tramite social network la candidatura che si preferisce, e daranno un contributo importante alla scelta finale della città ospitante. Tra le variabili che influenzano  la presenza di gruppi di supporto e di organizzazione, la raggiungibilità delle città indicate, l'innovatività della candidatura.

 

Rieti, Lazio Pride. Invasione colorata in piazza Mazzini: "Il patrocinio ce lo siamo dati noi" | Foto – Corriere di Rieti

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Rieti, Lazio Pride. Invasione colorata in piazza Mazzini: "Il patrocinio ce lo siamo dati noi" | Foto

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Paola Corradini
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“Il primo cittadino della mia città ci ha definiti questa gente perché non sanno come chiamarci, ma è semplice: noi non siamo gay, non siamo lesbiche, noi non siamo bisessuali o transessuali, noi siamo persone”.  E' spontaneo l'applauso di una Piazza Mazzini colorata alle parole di Domenico Di Cesare, presidente di Arcigay Rieti in una giornata storica per la città che ospita il primo Lazio Pride nel centro d'Italia. 

 

“Forse un giorno ci chiameranno così ma intanto pretendiamo il rispetto che si deve ad ogni persona” aggiunge Domenico che sottolinea come “Il vero patrocinio ce lo stiamo dando noi, in questo momento”.  Non è un caso che per questa giornata di festa sia stato scelto il nome Diritti al centro, perché lo stigma del diverso esiste eccome. Ma i colori, le bandiere, i sorrisi, gli abbracci, la partecipazione di tanti cittadini, anche con i loro figli, dimostrano che i problemi sono fuori, non in quella piazza. Lo spiega Pietro in apertura della manifestazione quando parla di “aver dovuto lottare per organizzare una manifestazione che parla di diritti e di libertà. Se il primo Pride fu rivolta, oggi ci piace manifestare perché farlo e poterlo fare è un diritto sancito dalla costituzione e perché le città sono nostre, sono di chiunque le abiti e le attraversi”. 

 

E sabato 11 settembre Piazza Mazzini è stata realmente della città, come è accaduto per ogni altra manifestazione.  Gente di tutte le età, bambini che corrono intorno ad un saltimbanco, un ragazzo ed una ragazza che si baciano avvolti nella bandiera arcobaleno che prima di tutto nasce come simbolo di libertà, zaini colorati, canzoni, striscioni (La prima volta fu Rivolta). E' stato un pomeriggio dove il silenzio, l'abbandono e il rifiuto che ancora oggi in tanti, troppi devono subire, anche dalle famiglie, sono stati cancellati dalla certezza di non essere soli. 

 

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Le candidature sono state avanzate formalmente e rispettivamente da Indiegesta e Arcigay Frosinone Stonewall per Ceccano, Arcigay Castelli Romani per Albano Laziale e Rete Degli Studenti Medi Lazio per Viterbo.