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Viterbo, podisti aggrediti da calabroni. "Decisivi i soccorsi immediati". I consigli dei medici

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Il pericolo degli sciami di calabroni e vespe e la loro insidia è tornata d’attualità domenica mattinata dopo quello che è avvenuto a Vasanello durante una gara podistica. Un’insidia che negli anni soccorsi ha causato anche delle morti per choc anafilattico nella Tuscia. Quello che è avvenuto domenica a Vasanello durante il trail delle nocciole - 12 persone sono finite all'ospedale per le punture - ha riportato l’attenzione sull'importanza dei soccorsi in questo tipo di emergenze. L’importante - fanno sapere i medici d'emergenza - è chiamare immediatamente il 118. Sembra una considerazione banale. Ma così non è. Per una persona in choc anafilattico ogni secondo è cruciale e spesso, magari involontariamente, si perdono provando delle manovre di soccorso fai da te.

“Quando ci sono soggetti punti da insetti bisogna chiamare il 118 prima possibile e aspettare, evitare ogni tipo di intervento autonomo”, dice Stefano Innocenzi storico medico del 118 viterbese e sindacalista della Cgil-Medici. "I sanitari del 118 sono gli unici che hanno sempre con loro i farmaci adatti in questo tipo di interventi. Spesso anche un semplice medico o infermiere sul posto può non essere d’aiuto. L'importante è avere i farmaci a portata di mano e in ambulanza ci sono di sicuro”. Ma quali sono i sintomi che devono far scattare il campanello d’allarme: "Sicuramente gonfiore nella parte del corpo dove ci sono state le punture, difficoltà respiratorie e confusione mentale". A seconda della gravità o del manifestarsi in meno di choc anafilattico i sanitari intervengono con antistaminici o adrenalina. Farmaci che in questo caso sono dei veri salvavita.

 

A Vasanello gli organizzatori e i partecipanti alla gara hanno avuto il sangue freddo e la prontezza di chiamare il 118. Una persona più grave è stata trasportata in eliambulanza all’ospedale e lì, proprio come sottolineato dai medici dell’emergenza, gli è stata salvata la vita con i farmaci adatti. Negli anni scorsi nella Tuscia si sono vissute delle tragedie legate alle punture di calabroni. Il 27 giugno del 2016 una turista tedesca di 49 anni è morta dopo essere stata punta da un calabrone mentre passeggiava con il marito lungo la strada che costeggia il Lago di Bolsena a Gradoli. Nell'agosto del 2015 a Bolsena un pensionato di 78 anni è stato attaccato da uno sciame di api dopo aver urtato l'alveare. Le punture causarono una violenta reazione allergica che portò al decesso dell'uomo. Nel 2013 fu un carabiniere di 61 anni a morire a Vetralla dopo la puntura di un insetto. Nell'agosto del 2011 morì un uomo di Montefiascone di 66 anni.