Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, telefonino in carcere per telefonare ai parenti. A processo otto detenuti

V. T.
  • a
  • a
  • a

Introducono un telefono cellulare in carcere per chiamare amici e parenti: alla sbarra 8 detenuti, tra i quali Michele Montalbotti, il 21enne che, insieme al 25enne Roberto Vestri, fu condannato in primo grado a 8 anni e 8 mesi di reclusione, per tentato omicidio e rapina aggravata ai danni del 58enne Giovanni Maria Farina. La vicenda si consumò in via della Pettinara il 13 ottobre del 2019 e la pena è stata ribadita anche in Appello. Il ventenne viterbese è finito di nuovo alla sbarra con 4 albanesi, due romani di 43 e 48 anni, e un 49enne macedone. Secondo quanto emerge dall’inchiesta coordinata dal pm Paola Conti, nel 2020 sarebbero riusciti a recuperare e far entrare nel carcere di Mammagialla uno smartphone di piccole dimensioni di marca Merlose, dotato di videocamera e touch-screen, e a turno se ne sarebbero serviti per tenersi in contatto con parenti, amici e fidanzate.

 

Addirittura da quanto si apprende il 43enne romano si sarebbe anche messo in contatto con il proprio avvocato direttamente dal carcere.

 

I detenuti reclusi nel penitenziario di Viterbo sono assistiti dall’avvocato Antonello D’Aloisio del foro di Chieti, dagli avvocati Pierluigi Mancuso, Gianluca Marzio, Giovanni Tripodi, Domenico Naccari e Tranquillino Sarno del foro di Roma e dai legali viterbesi Simona Bellezza, Samuele De Santis e Giuseppe Sinatra. Secondo quanto disposto dal decreto di citazione a giudizio gli 8 detenuti dovranno comparire in aula davanti al giudice monocratico Roberto Colonnello il 10 gennaio del 2023.