Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, ladro di chiese arrestato. Catturato grazie alle suore detective

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

Ladro di chiese denunciato da due suore che lo hanno sorpreso a forzare la porta della sagrestia. E’ finito nei guai un uomo, residente a Corchiano, che il 4 ottobre del 2018 tentò di forzare l’entrata del locale, dove vengono riposti paramenti e oggetti liturgici, ma fu interrotto dall’arrivo di due consorelle. Approfittando dell’orario e della penombra, l’uomo si era introdotto nella chiesa di Sant’Amanzio in piazza Santissima Trinità a Vitorchiano ancora vuota, sicuro di poter agire indisturbato.

 

A raccontare la vicenda davanti al giudice Francesco Rigato, una suora, di origini brasiliane. “Erano circa le 16.30 quando io e un’altra sorella arrivammo nella chiesa di Sant’Amanzio. Dovevamo preparare e sistemare tutto per la messa che sarebbe cominciata di lì a poco, ma andando verso la sagrestia ci imbattemmo in un giovane che andava via di fretta a testa bassa – ha raccontato in aula -. Non riuscì a vederlo in volto a causa della scarsa illuminazione. La chiesa infatti era buia e in quel momento pensammo che fosse lì per pregare. Tuttavia ci insospettimmo subito dopo, quando provammo ad aprire la porta senza riuscirci e notammo che per terra c’era un oggetto di metallo. Così capimmo che in realtà quell’uomo stava scappando. Probabilmente non si aspettava il nostro arrivo. Uscimmo immediatamente e decidemmo di seguirlo a distanza. A pochi passi da noi lo vedemmo entrare e uscire dalla chiesa di Santa Maria e poi si incamminò verso il borgo. A quel punto incontrammo una vigilessa, alla quale riferimmo quello che avevamo visto e lei chiamò al telefono un collega che la raggiunse. Nel frattempo il ragazzo tornò indietro e la vigilessa lo fermò e sentimmo che gli chiese di esibire i documenti, ma lui non li aveva con sé”.

 

 

In seguito, una volta aver braccato il giovane, i due agenti della polizia locale chiamarono i carabinieri della stazione di Vitorchiano che intervennero per effettuare l’identificazione dell’uomo. “L’imputato ci è noto in quanto ha diversi precedenti specifici simili – ha riferito un militare dell’Arma- sempre per furti nelle chiese. Lo identificammo tramite il riscontro Anfis e pertanto fu arrestato per tentato furto aggravato e contestualmente procedemmo con il sequestro dell’arnese di metallo, lungo circa 25 centimetri”. 
Il processo arrivato ormai a giro di boa riprenderà il 21 aprile del 2022 per l’ascolto della vigilessa e la discussione.