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Viterbo, violenza sessuale sulla figlia di 9 anni. Quarantenne davanti al giudice

Valeria Terranova
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Quarantenne accusato di violenza sessuale ai danni della figlia di 9 anni. Ieri, 30 settembre, si è svolta l’udienza davanti al gup Giacomo Autizi. L’uomo, per il quale scattarono le manette a dicembre dello scorso anno, è difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati. Contro il presunto orco, la vittima insieme alla madre, che si sono costituite parti civili e sono rappresentate dall’avvocato Remigio Sicilia. A due anni dai soprusi, fu proprio l’ex compagna e mamma della bambina a dare il via alle investigazioni. Il difensore dell’imputato ha preannunciato che chiederà che il proprio assistito venga giudicato con il rito abbreviato, condizionato all’ulteriore produzione documentale, funzionale a sostenere la tesi difensiva. La scelta del rito alternativo, come previsto per legge in caso di condanna, consentirebbe di ottenere uno sconto di un terzo della pena.

 

Il 40enne, fu tratto in arresto dagli uomini della squadra mobile della questura di Viterbo il 14 dicembre dello scorso anno, su disposizione della Procura, a seguito della conclusione delle indagini che sono state coordinate dal pubblico ministero Paola Conti. L’uomo, residente in Germania, ma domiciliato a Viterbo, finì ai domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico con l’accusa di aver abusato della propria figlia di appena 9 anni e adesso deve rispondere di violenza sessuale aggravata

 

Dall’inchiesta è emerso che il quarantenne avrebbe violentato ripetutamente la piccina tra il 2017 e il 2018, costringendola ad avere rapporti sessuali. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, dopo alcuni mesi e non vivendo più sotto lo stesso tetto con il padre, la bimba decise di togliersi questo macigno dal cuore, confidandosi con la madre, alla quale ha rivelato tutto quello che aveva subito nel corso degli anni dal genitore. La madre, una volta aver ascoltato il racconto della piccola e avendo appreso le circostanze inquietanti e raccapriccianti affiorate dalla confessione agghiacciante della figlia, senza perdere un istante, si precipitò al commissariato di via Mariano Romiti, chiedendo aiuto agli agenti della polizia. Pertanto, nei loro uffici, dopo aver spiegato quanto riferitole dalla bimba, ha deciso di sporgere denuncia contro l’ex compagno e padre della bambina che da tempo si era trasferito lontano dalla città dei Papi dando così il via alle investigazioni. Le verifiche però continuarono e successivamente, ritenendo attendibili le rivelazioni shock rese dalla minorenne, il sostituto procuratore Paola Conti ha chiesto e poi ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Riello il fermo del padre-orco. Si tornerà in aula il 21 ottobre prossimo.