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Viterbo, auto rubate smontate e rivendute a pezzi. I ladri puntavano 500 e Alfa Romeo. I parcheggi dove avvenivano i furti

Paolo Di Basilio
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Facevano a pezzi le auto rubate poi rivendevano i ricambi a officine e negozi specializzati che in questo modo potevano vederli a prezzi concorrenziali. Si tratta di due romani che avevano fatto base da tempo in una zona di campagna tra Bassano Romano e Sutri - dove venivano smembrati i veicoli - che ieri mattina sono finiti in carcere su ordine del gip di Viterbo. Gli arrestati, vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, da ieri mattina sono agli arresti domiciliari nelle loro abitazione nella zona di Sutri con l’accusa di riciclaggio.

 

 

Il provvedimento del gip è arrivato al termine di una minuziosa indagine portata avanti dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Ronciglione. I militari, già ad aprile, avevano individuato un deposito dove venivano smontate delle auto situato in una zona tra Sutri e Bassano raggiungibile con una stradina piuttosto sconnessa. Li, hanno accertato attraverso difficili servizi di appostamento, venivano fatte a pezzi le auto rubate prevalentemente nell’area nord della Capitale. Si trattava di veicoli rubati nei grandi parcheggi delle stazioni sulla Flaminia (Saxa Rubra e Grotta Rossa) oppure nel parking dell’ospedale Sant’Andrea. Le macchine - prevalentemente i vari tipi di Fiat 500 e le Alfa Romeo e tutte le vetture del gruppo Fca - venivano portate nel deposito di Sutri e “smembrate”: led componenti venivano piazzare nei mercati del Lazio e dell’Umbria. Tra i clienti dell’organizzazione officine, carrozzieri e negozi di ricambi. Tutti i pezzi che non riuscivano venduti in breve tempo venivano smaltiti per evitare di risalire alle auto rubate. I telai delle auto smontate venivano poi distrutti in una pressa. Da qui il nome dell’operazione - Pressa - portata a termine dai carabinieri.

 

 

Le indagini nelle scorse settimane avevano consentito il recupero di 23 auto rubate, sempre nei parcheggi intorno alla Cassia e alla Flaminia, nel periodo 2020-2021. Furono sequestrate durante un blitz nel deposito. Dall’informativa dei carabinieri sono scattate le richieste di misura cautelare avanzate dalla Procura. Proseguono intanto le indagini dei carabinieri per individuali altre, eventuali, responsabilità penali. Ieri mattina per esempio è stato perquisito un negozio di ricambi auto a Terni. Da quello che emerge dall’inchiesta si sarebbe rifornito proprio da coloro che gestivano il giro che faceva base a Sutri.