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Viterbo, omicidio-suicidio a Castel Sant'Elia. Niente autopsia, si indaga sul fucile

Paolo Di Basilio
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Non verrà eseguita l’autopsia sui corpi di Anna Cupelloni e di suo marito Ciriaco Pigliaru. Il sostituto procuratore Michele Adragna che si sta occupando del caso di femminicidio-suicidio non ha ritenuto necessario procedere all’esame. i corpi saranno dunque presto messi a disposizione della famiglia, che poi sono le due figlie Valentina e Valeria, quest’ultima testimone oculare di quanto avvenuto sabato sera nel casolare in località Pianavella. La dinamica appare chiara così come la causa del decesso della coppia. L’ex pastore 65enne ha aspettato la moglie, con la quale si era separato ormai da mesi, e quando è arrivata l’ha freddata con un colpo di fucile. Poi si è appoggiato l’arma al mento ed ha premuto il grilletto. Entrambe le ferite sono state giudicate mortali, così come non sembrano esserci dubbi sulla dinamica che è stata ricostruita grazie alla testimonianza della figlia di 31 anni che era presente durante il fatto di sangue. 

 

Le due giovani sono state ascoltate martedì dai carabinieri che stanno conducendo le indagini. Nell’immediatezza dei fatti erano comprensibilmente sotto choc specie la testimone oculare. Come detto sulla dinamica sembrano esserci pochi dubbi.
Ciò che invece va chiarito è come Ciriaco Pigliaru è entrato in possesso di quel fucile. C’è la denuncia di un conoscente, artigiano, che sostiene di essere stato attirato nella proprietà dell’ex pastore con la scusa di trovare una soluzione al problema della presenza dei cinghiali intorno ai suoi terreno. Stando a questa testimonianza Pigliaru avrebbe poi chiuso l’uomo in una rimessa per poi prendere il fucile dall’auto. L’uomo sarebbe riuscito a uscire dalla stanza solo qualche ora più tardi dando l’allarme ai carabinieri quando però era ormai troppo tardi. L’ex pastore aveva già attuato il suo piano omicida-suicida. Visto che la denuncia è stata comunque fatta con qualche ora di ritardo, i militari stanno cercando riscontri. ma non sarà facile. Per questo, su questo punto, il riserbo è massimo. Si tratta, in sostanza, dell’unico aspetto ancora da chiarire.

 

Sul movente sembrano esserci pochi dubbi. L’uomo non aveva accettato la separazione dalla moglie e solo pochi giorni prima aveva ricevuto una lettera dai legali della donna. Ma si sta indagando anche sui “contenziosi” di carattere economico che si erano generati dopo la fine del matrimonio. Ci sarebbero una serie di conti e beni cointestati che l’uomo non avrebbe avuto intenzione di lasciare nella disponibilità dell’intera famiglia.