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Viterbo, rave: allarme tra Nepi e Monterosi. Ma era solo una festa di compleanno

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L’incubo del rave sembra ormai turbare la Tuscia dopo che intorno a Ferragosto il territorio è balzato all’onore delle cronache nazionale per il raduno organizzato intorno a Ferragosto al lago di Mezzano a Valentano. Così anche un semplice party in un terreno privato di campagna può far scattare l’allarme e allertare le forze di polizia. E’ in sostanza quello che è avvenuto nella notte di sabato in località Settevene Palo nelle campagne che dividono Nepi da Monterosi. Diverse persone hanno segnalato la presenza di molte auto in un campo e si è temuta una replica di quanto è accaduto appunto a Valentano nei terreni di Piero Camilli quando, nell’arco di pochissime ore l’area è stata invasa da camper provenienti da tutta Europa.

 

Così ieri mattina, domenica 26 settembre,  i carabinieri della Compagnia di Civita Castellana sono intervenuti nel campo dove erano stati segnalati gli assembramenti e hanno notato, verso le 11, ancora una ventina di auto. Sono entrati per accertare quanto era avvenuto nella notte ed hanno capito che non c’era stato nessun rave clandestino e che le macchine parcheggiate tutta la notte nel campo erano quelle degli invitati a una festa di compleanno che si è appunto tenuta in un terreno privato. Insomma i carabinieri hanno accertato che non c’era nulla di perseguibile. Comunque i militari hanno identificato i presenti raccogliendo la loro testimonianza. Da quello che si è appreso di è trattato di un ricevimento con un centinaio di inviati. Solo che il via vai di auto in quella zona di campagna aveva fatto temere un nuovo rave. I carabinieri sono intervenuti con quattro gazzelle ma come detto già ieri all’ora di pranzo l’allarme era rientrato. Le “ferite” del rave di Valentano sono in fin dei conti ancora fresche. Le polemiche sul raduno che è andato avanti per giorni e durante il quale è morto il giovane Gianluca Santiago, 24 anni inglese residente a Reggio Emilia, annegato nel lago, sono andate avanti per settimane.

 

Il caso è arrivato addirittura in parlamento con il ministro degli Interni Luciana Lamorgese costretta a fare un’informativa alla Camera su sollecitazione di Fratelli d’Italia dopo che erano stati sollevati dubbi sulle misure di prevenzione che avrebbero potuto evitare il rave. Il quotidiano La Verità infatti ha pubblicato un’inchiesta nella quale è spuntato fuori un documento inviato al ministero degli interni nel quale si diceva che i camper erano stati intercettati prima dell’arrivo ma che si è evitato un intervento per motivi di ordine pubblico.