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Viterbo, debiti fuori bilancio in Comune. C'è aria di crisi. La maggioranza: "Solo problemi tecnici"

Massimiliano Conti 
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E’ la classica seduta del consiglio comunale in seconda convocazione, giovedì 30 alle 15,30, l’uscita di emergenza decisa dalla conferenza dei capogruppo, nel caso dai carboni che continuano ad ardere sotto la cenere del recente rimpasto di giunta dovesse sprigionarsi l’ennesimo focolaio di crisi nella maggioranza a Palazzo dei Priori.  Le avvisaglie non mancano, dopo che il consiglio di martedì scorso, con all’ordine del giorno la delibera sui debiti fuori bilancio, è saltato per mancanza del numero legale, a causa dell’assenza dei rappresentanti di Fratelli d'Italia, Fondazione ma anche di Forza Italia

 

 

Tutti i partiti di coalizione concordano: stavolta non c’è nulla di politico nella questione, ma tanto per evitare nuovi capitomboli al sindaco Arena si è optato per la doppia convocazione.  Se la prima seduta, mercoledì sempre alle 15,30, dovesse andare a vuoto, il giorno dopo si replicherà, ma questa volta con un numero legale da raggiungere più basso.  Un espediente molto utilizzato ai tempi della giunta Michelini, anch’essa tutt’altro che un modello in fatto di compattezza.  Stavolta molto dipenderà dalla decisioni dell’assessore al bilancio Alessandro Alessandrini che, probabilmente non conoscendo bene le vicende viterbesi e quindi il rischio di incappare in possibili incompatibilità, martedì aveva portato in votazione un’unica delibera sui debiti fuori bilancio: 5 in tutto, per un totale di 19 mila euro.  Si tratta di somme, poche migliaia di euro ciascuna, che il Comune deve risarcire a cittadini sulla base di sentenze emesse dal un giudice. Quindi un atto dovuto. Il problema sono appunto le incompatibilità nel caso in cui ci siano rapporti di parentela tra i cittadini che devono essere risarciti e i vari consiglieri comunali, che in queste circostanze sono tenuti ad uscire dall’aula al momento del voto. 

 


I debiti potevano quindi essere benissimo scorporati in cinque delibere diverse, come suggerito dall’assessore al contenzioso Paolo Barbieri, anche ad avviso del capogruppo di Forza Italia Giulio Marini, stavolta in linea con le posizioni di Fondazione e Fratelli d’Italia. 
“Il clima in maggioranza è tranquillo – giura il consigliere di Fondazione Gianmaria Santucci –. Noi abbiamo posto una questione tecnica, non politica. Sta al sindaco ora trovare una soluzione. Nessuno vuole negare il diritto di alcuni cittadini ad essere risarciti, ma evitiamo di costringere dei consiglieri a non votare l’intera delibera perché incompatibili magari solo su una delle pratiche in ballo”.