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Viterbo, inchiesta sull'ex giunta di Montefiascone. Cicoria: “Non ho fatto io l'esposto”

Alessandro Quami
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"Non sono stata io a fare l’esposto da cui è partita l’indagine per abuso d’ufficio, poi archiviata dal lato penale, contro l’ex giunta Paolini e i quattro agenti di polizia locale”. Rosita Cicoria non ci sta e in una nota vuota il sacco: “Il procedimento è iniziato d’ufficio e non a seguito di una mia denuncia-esposto”, esordisce la candidata Cinquestelle-Patto civico della lista Montefiascone merita per Giulia De Santis sindaco.

 

“Finora ho taciuto sulla vicenda in quanto sono state fatte solo illazioni, senza scrivere nero su bianco il mio nome. Martedì scorso, invece, è stato riportato che io avrei presentato un esposto riguardo i tre procedimenti riguardanti i concorsi esperiti (e non) dal Comune, rappresentato all’epoca dalla ex giunta formata dai tre esponenti di spicco: Massimo Paolini, Sandro Leonardi ed Orietta Celeste che, impavidi e sicuri di quanto affermano, vogliono screditarmi addossandomi la colpa di aver causato un danno erariale al Comune tentando di spostare l’attenzione su quanto in realtà accaduto”. Ma i fatti che hanno portato alle indagini, dice l'ex consigliera 5S, sono andati diversamente: “Sono stata convocata dalla Finanza di Viterbo il 9 dicembre 2019 come persona informata sui fatti, mi sono presentata nel rispetto della legge e sono stata interrogata su quanto accaduto in Comune. A domanda ho risposto e ho firmato la deposizione. Non ho presentato alcuna denuncia o esposto, pertanto quanto dichiarato da lor signori è falso e questo lo posso dimostrare in quanto, dal fascicolo delle indagini, non risulta alcun esposto-denuncia a mio nome, e questo lo sanno bene anche gli ex indagati e i loro avvocati che sono in possesso dello stesso, dove è chiaro che tutto è scaturito da una lettera anonima alla Procura. Da cui, a seguito di alcuni articoli, i magistrati hanno deciso di indagare. Se necessario chiederò una perizia calligrafica sulla stessa, almeno tutti sapranno chi è stato a innescare il procedimento”. E ancora: “Sono accusata di calunnia e diffamazione dai tre esponenti dell’ex giunta, e l’ex sindaco Paolini dichiara che ‘gli avvocati saranno pagati accedendo a un fondo di bilancio nato apposta per le spese legali. Non siamo stati condannati, quindi è il bilancio comunale a pagare’. Cicoria sottolinea quanto riportato dal gip nel Decreto di archiviazione: “Quanto alle procedure di cui al capo 2 (nomina comandante di polizia locale) le irregolarità contestate - e che sicuramente vi sono state - …”. “Anche con riferimento alla procedura di cui al capo 3 (concorso assunzione agenti polizia locale) l’innegabile irregolarità che si è verificata nella violazione del principio dell’anonimato…”. Quindi, prosegue Cicoria, “addossarmi la colpa di spese legali quando sono stati loro stessi a commettere irregolarità innegabili nei procedimenti è paradossale; se avessero rispettato la legge, non ci sarebbe stata irregolarità e nessuna spesa legale. Io ho fatto solo il mio dovere da consigliere di opposizione, chiamata a deporre su questioni comunali molto poco trasparenti. Non c’è alcuna calunnia, i fatti esposti sono reali come afferma il giudice per le indagini preliminari”.

 

 

Cicoria va in contropiede: “Minacciarmi di calunnia e diffamazione alla luce di quanto scritto sopra, è una diffamazione nei miei confronti. Con i miei legali Franco Taurchini e Emanuele Marselli, che ho assunto dopo l’archiviazione per difendermi dalle accuse che mi sono state mosse dagli ex indagati e da uno dei loro avvocati, valuteremo anche la possibilità di presentare il fascicolo alla Corte dei conti, per stabilire da chi è stato causato l’eventuale danno erariale. Ultima cosa che vorrei dire ai montefiasconesi: le irregolarità amministrative nei concorsi ci sono. Valutate i fatti”.