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Viterbo, aggredisce la figlia e l'amica del cuore. La ragazza: "Costretta a nascondere i coltelli". Alla sbarra padre violento

Valeria Terranova
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Chiamò i carabinieri dopo l’ennesimo litigio tra i genitori. È la storia di una adolescente che non ne poteva più dei maltrattamenti che il padre perpetrava nei confronti suoi e della madre. Ieri in aula la 17enne ha raccontato delle aggressioni verbali e fisiche subite nel corso degli anni a partire dal 2017 e che si sono acuite durante il lockdown. La ragazza ha affermato che spesso e volentieri si metteva in mezzo per difendere la madre.

 

“Quando beveva mio padre ci insultava. Ma non ci dava schiaffi, pugni o calci, ci strattonava”, ha spiegato la giovane, la quale ha raccontato di aver nascosto i coltelli da cucina per paura che l’uomo potesse utilizzarli, dopo che l’ha intimidita impugnandone uno. In seguito è stata ascoltata l’ex moglie, che ha sporto 3 denunce, risalenti all’estate del 2017, al 3 giugno e al 29 luglio del 2020. “Mio marito diceva a mia figlia più grande frasi come ‘sei una put***a come tua madre’” , ha riferito la 40enne per poi aggiungere: “Nel 2017 aveva perso il lavoro e ha iniziato a bere e quando era sobrio le cose non erano tanto diverse. Si isolava e ci ignorava. Al tempo lavoravo solo io. Mi sono rivolta alle forze dell’ordine diverse volte e quando mi chiedevano il motivo per il quale non lo buttassi fuori casa o me ne andassi via con le bambine, io ho sempre riposto che non potevo, perché l’appartamento dove vivevamo era di sua proprietà e non avendo parenti qui dove sarei dovuta andare? Sotto i ponti con due figlie? Poi a luglio dello scorso anno un giorno ci venne a trovare l’amica del cuore di mia figlia e a un certo punto la sentì urlare. Lui era ubriaco e temevo la volesse picchiare. Così arrivarono i genitori della ragazza con i quali ci incontrammo di sotto e mio marito minacciò il padre dell’amichetta e fu sua madre a chiamare i carabinieri. Quella sera io e la mia primogenita andammo al pronto soccorso perché eravamo in preda all’ansia e all’agitazione”.

 

Circostanza confermata anche dalla madre della coetanea che accorse sul posto. “Mia figlia ci telefonò perché era spaventata – ha dichiarato la teste-. Io e mio marito cercammo di calmare questo signore, il quale la accusava di aver danneggiato un mobile, ma nostra figlia ci disse invece che l’uomo aveva afferrato la propria figlia per la gola. A quel punto ritenemmo opportuno far uscire le due ragazzine dal palazzo per prendere aria e fummo raggiunti dalla madre della ragazza. Quando il padre si affacciò e ci vide parlare con la moglie iniziò a inveire contro mio marito dicendo che se fosse sceso giù l’avrebbe ammazzato di botte”. Il dibattimento riprenderà il 22 marzo del 2022.