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Viterbo, biodigestore all'Acquarossa. Il Comune: “Nessun motivo per il no”

Mattia Ugolini
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Consiglio comunale straordinario sul biodigestore all’Acquarossa. Il dibattito, nella seduta di ieri, era incentrato su questioni tecniche, dato che quelle politiche erano state affrontate già il 19 settembre. La seduta, chiesta dall’opposizione (Pd, Viterbo 2020 e Azione), ha ascoltato il parere delle parti chiamate in causa, in attesa dell’ultimo round in Conferenza dei servizi, atteso per giovedì prossimo, che darà il via libera al progetto di installazione dell’impianto. Il biodigestore, che sarà costruito dalla Biometano Tuscia Srl, non ha del tutto convinto parte dei dem, i civici frontiniani ed il pentastellato Erbetti.

 

L’amministrazione di centrodestra, invece, si era già detta favorevole, esprimendo però parere contrario alla piattaforma polifunzionale da oltre 220 mila per il trattamento di rifiuti, pericolosi e non, che potrebbe vedere la luce a 50 metri di distanza dal biodigestore. Ospiti del Parlamentino l’ad dell’azienda proponente, Fausto Pantano, e Giovanni Iannacco, presidente del Comitato per il No al biodigestore, oltre all’architetto Peruzzo, rappresentante comunale alla Conferenza dei Servizi ed il comandante Vinciotti. Come detto, la presa di posizione del Consiglio era dovuta, ma non influente ai fini dell’autorizzazione: “Siamo stati chiamati in causa - ha spiegato Peruzzo - solo per verificare la compatibilità urbanistica. Ci sono già tre pareri favorevoli da parte della Regione, del Comune e degli assessorati. Non ci sono motivazioni, dunque, per esprimere parere contrario”. Aspetto, questo, che non piace al Comitato per il No: “Nell’area - ha affermato Iannacco - ci sono molte attività ed una polisportiva. Non abbiamo alcuna preclusione ma riteniamo che Viterbo abbia già dato con gli impianti di Tuscania, Monterazzano e Tarquinia. Senza contare, poi, l’inquinamento dell’aria, soprattutto a Ferento, dove d’estate sarà persistente. Infine, con l’ok a questo progetto, correremo il rischio di vedere azzerati gli investimenti dei privati nell’area”. Tornando all’intervento di Peruzzo, l’architetto ha dichiarato che, a chiedere chiarimenti all’azienda, sono stati solo il settore dei Lavori pubblici e dell’Ambiente.

 

Nel corso della discussione, la consigliera Frontini ha poi sollevato il problema relativo alla sicurezza stradale, chiedendo lumi al comandante Vinciotti. Quest’ultimo ha fatto presente che “la Polizia locale non è stata mai coinvolta per nessun parere. Oggi (ieri, ndr) ci sono stati due incidenti sulla Teverina, dunque ogni incremento incide sì negativamente, ma va contestualizzato con il traffico presente”. A chiudere il giro di interventi è stata la consigliera Luisa Ciambella, che ha cercato di dimostrare l’immobilismo del Comune, che non avrebbe valutato l’impatto cumulativo di questi impianti alla Conferenza dei Servizi: “La discussione è tardiva e fuorviante per imprenditori e cittadini. Potevamo farla il 6 agosto, quando presentai un apposito ordine del giorno. Non esiste - prosegue la consigliera - un piano politico ed uno tecnico, dato che l’amministrazione doveva garantire ai cittadini il diritto alla salute ed il rischio d’impresa agli imprenditori. Il Comune avrebbe potuto bloccare questo ed altri impianti a tempo debito ma, pur avendo le carte, non ha voluto agire. Ora, in pochissimi ettari, sorgeranno la bellezza di tre impianti, più la discarica di Monterazzano”.