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Viterbo, straniero picchiato e preso a bottigliate a Vignanello. Indagati tre rumeni. La vittima è in prognosi riservata

P. D.
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E’ ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Belcolle - dov’è arrivato dopo il primo soccorso all’Andosilla - il giovane extracomunitario, di nazionalità nigeriana, preso a calci, pugni e bottigliate alla testa da tre uomini. L’episodio è avvenuto sabato, intorno alle 17, nella stazione della Roma Nord di Vignanello. Intanto i carabinieri del comando di Civita Castellana, in collaborazione con i colleghi della stazione cimina, hanno rimesso in libertà i tre stranieri, di nazionalità rumena (e non georgiana come riportato ieri), che erano stati fermati subito dopo il pestaggio, ma che restano comunque a disposizione degli investigatori. A quanto si è appreso, nei confronti dei tre al momento non sono state formulate ipotesi di reato.

 

 

Le indagini, infatti, sono appena agli inizi, e i militari stanno cercando di mettere insieme i vari tasselli del puzzle per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e per risalire al movente dell’aggressione. Potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti, oppure di una banale lite per futili motivi sfociata poi nel violento pestaggio, così come non è stato chiarito se la vittima conoscesse già i suoi presunti aggressori. Non è escluso, infine, che il nigeriano abbia aggredito per primo, avendo poi la peggio.

 

 

Il ragazzo è arrivato alla stazione di Vignanello con un treno proveniente da Roma e, una volta sceso dal vagone sarebbe stato circondato dai suoi aggressori e poi picchiato selvaggiamente. Il nigeriano non avrebbe avuto nemmeno il tempo di fuggire, visto che sarebbe stato affrontato subito dopo l’arrivo del treno, addirittura nei momenti successivi all’apertura delle porte dei vagoni e poi, dopo essere stato colpito ripetutamente con calci, pugni e bottigliate, è stato lasciato a terra in una pozza di sangue dai suoi aggressori, che sarebbero subito fuggiti. I rumeni sono stati ascoltati nelle ultime ore dai carabinieri, che avrebbero confrontato la loro ricostruzione dei fatti con la versione fornita dalla vittima. Inoltre i militari stanno cercando di capire se nella zona della stazione vi fossero telecamere di sorveglianza che possano aver ripreso la scena, così come altri possibili testimoni che abbiano assistito all’aggressione.