Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, rapporto Fondazione Etica: il Comune tra i meno efficienti d'Italia

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Viterbo tra le città peggio governate d’Italia. Il verdetto impietoso arriva dalla Fondazione Etica che annualmente valuta le performance della pubblica amministrazione. I risultati dell’ultimo rapporto sono stati pubblicati in anteprima domenica scorsa dal Corriere della Sera: Viterbo si piazza in un poco onorevole 102° posto su 109 capoluoghi italiani, nel Lazio solo Rieti fa peggio, collocandosi al terz’ultimo posto. Per assegnare la pagella la Fondazione etica ha tenuto in considerazione sei parametri: bilancio, governance, personale, servizi, appalti e ambiente, servendosi dei dati che i comuni sono obbligati a pubblicare nella sezione trasparenza dei propri siti, in base a un decreto legislativo del 2013. Più della metà dei capoluoghi di provincia italiani, ben 62, ha riportato un punteggio inferiore alla sufficienza (50 su 100), soltanto tre (Reggio Emilia, Prato e Bologna) superano quota 70. Viterbo ottiene appena 31 punti, sette in più di Rieti, 46 in meno della prima in classifica. La maglia nera di città peggio amministrata d'Italia va ad Agrigento che chiude la graduatoria con appena 14 punti.

 


 

“In generale, - si legge nel rapporto della Fondazione - si registra una vera e propria divaricazione tra Comuni: l’attenzione all’accountability è massima per alcuni, praticamente ignorata da altri. Tra i primi, si distinguono per chiarezza e completezza della rendicontazione Cuneo, Trieste, Venezia, L’Aquila. Trieste, in particolare, dettaglia i singoli obiettivi raggiunti e li sintetizza in tabelle e grafici. Tra i secondi, quelli che non pubblicano alcun documento di rendicontazione dal 2016-17, rientrano Andria, Agrigento, Caltanissetta, Caserta, Catania, Vercelli, Vibo Valentia”. Tra i comuni meglio amministrati, la maggior parte sono del Settentrione, ma l'equazione nord uguale efficienza non è sempre vera, come dimostra il caso di Terni, al 15° posto con 62 punti. Tra le metropoli spicca il dato di Milano, tredicesima con 64 punti, mentre Roma, nonostante tutto, agguanta la sufficienza (50 punti) e chiude il gruppo dei migliori.

 

 

Fondazione Etica ha valutato anche il livello di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche, un aspetto fondamentale richiesto dall'Unione europea e tra gli obiettivi esplicitamente indicati nel Pnnr. I parametri presi in considerazioni in questo caso sono stati l’incidenza della spesa per la digitalizzazione, l’avvenuta nomina del responsabile della transizione al digitale, la presenza nell'organigramma di opportune strutture di gestione dell'agenda digitale, la pubblicazione e aggiornamento dell’agenda digitale.
Anche su questo fronte Viterbo esce malissimo. Non perché abbia riportato giudizi negativi ma semplicemente perché è tra i 15 comuni per i quali non è stato individuato, come si legge nel rapporto, “alcun rendiconto con in chiaro la spesa per l'informatica”. La maggior parte di questi comuni sono al Sud (da Catanzaro a Nuoro, da Caserta a Matera, da Messina a Trapani), “ma comprendono anche Modena, Perugia, Pisa e Viterbo al Centro-Nord”.