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Viterbo, partiti i lavori alla loggia di Palazzo dei Papi

Mattia Ugolini
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Finalmente sono partiti i lavori di restauro alle colonnine della Loggia di Palazzo dei Papi. Erose dall’inesorabile scorrere del tempo, le colonnine di peperino viterbese si stavano lentamente sbriciolando, per questo si è reso necessario il rinforzo del tronco e dei capitelli che si stagliano sotto alle inconfondibili monofore gotiche intrecciate sulla facciata della Loggia. L’allarme è scattato verso la fine del 2019, poco prima dello scoppio della pandemia. Applicando per ora un rivestimento, gli addetti ai lavori stanno seguendo passo dopo passo il piano redatto a quattro mani dalla Regione Lazio e dalla Curia, che prevede di “staccare alcune parti per verificarne la reale consistenza e l’eventuale bisogno di restauri”.

Il grosso del problema, fanno sapere dalla Diocesi, sarebbe la trave installata per reggere la parte superiore della Loggia, infatti non poggia su due colonne stabili. Questa dimenticanza sarebbe da attribuire a chi operò durante il restauro degli anni ‘30, a detta del vescovo Lino Fumagalli. La Loggia è stata eretta nel 1267 e, già nel 1325, l’estrema friabilità delle colonnine ne aveva provocato un crollo. Da allora iniziò il ciclo di restauri, avvenuti periodicamente nel corso dei secoli. Al primo crollo del ‘300, sei colonnine vennero sostituite e gli archi gotici furono nascosti, salvo poi rivedere la luce nel 1930, anno in cui furono rinforzati con la lunga trave in cemento armato di 12 metri che oggi fa disperare la Curia viterbese.

Parlando di soldi, ovvero dei finanziatori della complicata opera di restauro, occorre citare la Regione Lazio. Grazie alla mediazione tra il vice di Zingaretti, Daniele Leodori, e il consigliere Enrico Panunzi, la Regione si è fatta avanti con lo stanziamento di mezzo milione in due tranche. La prima parte della somma, 300 mila euro, è stata consegnata nel 2020, i restanti 200 mila quest’anno. Dal Comune neanche un centesimo, così come dal Mibact, che però si occuperà della messa in sicurezza della Cattedrale. Dunque, sembrerebbe essere stato scongiurato il peggio per il monumento simbolo della città dei papi. Anche se ora, con l’arrivo delle piogge, l’emergenza potrebbe spostarsi dal Palazzo a qualche metro più in là: la Cattedrale. Al momento, infatti, non è dato sapere a che punto sono i lavori di rivestimento del tetto. Se questo dovesse imbarcare troppa acqua, rischierebbe di rovinare il magnifico affresco del Romanelli.