Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, 6 extracomunitari sfruttati. Due indagati

  • a
  • a
  • a

Due cittadini stranieri sono accusati, in concorso, dei delitti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il giudice per le indagini preliminari di Viterbo ha emesso un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e la Squadra mobile, ieri sera, l’ha prontamente eseguita. Le indagini sono state condotte dalla Polizia di Stato assieme all’Ispettorato del lavoro del capoluogo della Tuscia. L’attenzione degli inquirenti ha riguardato le attività di due autolavaggi dislocati nel Viterbese e gestiti e organizzati dai due indagati: uno in qualità di legale rappresentante e amministratore, l’altro in qualità di responsabile del procacciamento e della gestione della manodopera.

All’interno degli autolavaggi stessi sono stati assunti 6 cittadini extracomunitari in stato di bisogno, ma le condizioni di lavoro erano di evidente sfruttamento. Infatti, la parte datoriale ha sottoposto i dipendenti a orari di lavoro assolutamente esorbitanti rispetto alle previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) e dei contratti aziendali, arrivando ad impiegare i lavoratori anche fino a 12 ore al giorno senza concedere la possibilità di usufruire di periodi di ferie e, in alcuni casi, neanche di riposi settimanali.

Situazione analoga, chiaramente, sotto il punto vista delle retribuzioni (poco più di 3 euro l’ora). Non solo: i due gestori degli autolavaggi non hanno neanche fornito ai dipendenti i dispositivi individuali di protezione previsti dalle norme vigenti. Perché, dunque, tollerare condizioni di lavoro umilianti? "Per mantenere le famiglie nei Paesi di origine", avrebbero affermato le vittime dei reati in sede di sommarie informazioni testimoniali.