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Viterbo, entro fine ottobre previste 4 mila assunzioni nella Tuscia

Daniela Venanzi
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Per l’economia e il mercato del lavoro ripartenza al galoppo anche a Viterbo, dove entro ottobre è prevista, su base provinciale, l’assunzione di ben 3.690 persone con un incremento del 23.8% rispetto ai livelli occupazionali del 2019. Il dato, impressionante e per certi versi insperato, è contenuto nell’ultimo bollettino di Excelsior, il sistema informativo di Unioncamere, che riporta le previsioni della domanda sulla base di alcuni indicatori raccolti presso le aziende. In particolare, è il settore dei servizi quello con le necessità maggiori, mentre per l’industria si parla di 900 assunzioni (per lo più si tratta di personale altamente specializzato). Relativamente ai servizi fa da traino il settore del turismo, nell’industria beneficiano invece del vento in poppa soprattutto le costruzioni. Il rimbalzo, dopo la crisi legata al Covid, era ovviamente prevedibile, ma viste le dimensioni oltre ogni più rosea aspettativa ci si trova adesso di fronte ad una grande opportunità di rilancio per l’intera provincia. C’è un problema però ed è rappresentato dalla difficoltà a far incontare in maniera esaustiva la domanda e l’offerta. Mancano di fatto le figure specializzate, quelle con una preparazione specifica che servono alle aziende, oltre che per la produzione corrente, per aumentare in prospettiva futura il proprio tasso di competitività.

“La ripresa era prevedibile e così è stato - esordisce Guseppe Crea, direttore di Federlazio -. Quella delle aziende in questo momento è una vera e propria esigenza. Abbiamo tante richieste è vero, non solo figure specializzate però, si parla anche di personale classico per il settore del turismo e quello del commercio e di operai per quanto riguarda industria ed edilizia. Non si riesce a fare fronte a tutte le necessità e questo secondo me - spiega ancora Giuseppe Crea - è anche la conseguenza dell’introduzione del reddito di cittadinanza, che ha lasciato a casa sulla poltrona tanta gente a guardare la tv. Poi è vero anche che c’è il tema della formazione, questa però è una falla che c’è sempre stata e con la quale da sempre facciamo i conti. Allo stato attuale a pesare c’è una evidente disparità tra l’offerta e la domanda di lavoro. Accade un po’ ovunue a livello nazionale e Viterbo non fa eccezione. Dal canto nostro, come associazione di categoria, stiamo cercando di supportare le nostre aziende in difficoltà in ogni modo possibile”.

Anche la Cna provinciale, una delle associazioni più ramificate nella Tuscia, conferma il disagio delle attività legato in questo momento storico alla mancanza di personale: “Il tema è reale - spiegano -. C’è un’indagine nazionale che conferma l’urgenza di reperire nuove unità lavorative, specialmente per i settori legati alle costruzioni, un comparto questo ripartito a ritmo serrato con l’introduzione del superbonus. La carenza di manodopera riguarda in modo particolare i profili del cosiddetto ambito tecnologico. C’è in sostanza - conclude la Cna - la richiesta di nuove competenze all’interno di lavori tradizionali. C’è necessità di esperti in tecnologia e digitale. L’aspetto della formazione - conclude Cna - diventa in questo contesto fondamentale e pertanto va tenuto in grande considerazione oggi e in futuro”.