Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Biodigestore Viterbo, il Consiglio dira no. Ma sarà opposizione tardiva

  • a
  • a
  • a

Tramite l’anticipazione del punto all’ordine del giorno che Giulio Marini chiederà in apertura dei lavori, dovrebbe svolgersi stamattina, in Consiglio comunale, il dibattito sul biodigestore all’Acquarossa sul quale la minoranza ha chiesto nei giorni scorsi una seduta straordinaria. L’obiettivo di Marini è di arrivare ad una posizione condivisa da tutti i gruppi consiliari in vista dell’ultima Conferenza dei servizi convocata dalla Regione per il 23. Ricordiamo che il progetto, presentato dalla Biometano Tuscia, prevede la realizzazione di un impianto per la produzione appunto di biometano, derivante dal trattamento della parte organica dei rifiuti solidi urbani, con una capacità di oltre 36 mila tonnellate l’anno. Va anche detto che l’iter autorizzativo è ormai arrivato a conclusione, motivo per cui l’eventuale presa di posizione contraria che arriverà dall’aula sarà comunque tardiva. “Purtroppo - spiega Marini - la politica può fare poco. Le autorizzazioni, che arrivano dalla Regione, sono di carattere tecnico e non è semplice fare opposizione”.

La Conferenza del 23 è finalizzata all’acquisizione dei pareri di tutte le amministrazioni competenti o comunque potenzialmente interessate per il rilascio della Valutazione di impatto ambientale e dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all’esercizio del progetto. Secondo il portavoce del comitato del no, l’imprenditore Giovanni Iannacco, “il biodigestore pur avendo ottenuto fino ad ora tutte le autorizzazioni non può essere concepito nell’area prevista, vicino al teatro romano di Ferento, sulla Teverina, una strada che vedrebbe un’improvvisa invasione di rifiuti con un carico giornaliero di 20 camion per 99 tonnellate. Si tratta di un progetto che penalizza un’area a forte vocazione turistica e che avrebbe un impatto devastante.

Sulla stessa zona poi ci sono attività agricole e un indotto occupazionale importante che sarebbe quindi a forte rischio”. Insomma i motivi del no sono fortissimi e la battaglia di tante persone che hanno a cuore la città di Viterbo si preannuncia rovente. In prima linea la consigliera di opposizione Chiara Frontini che, in vista della riunione del 23 settembre, promette una dura opposizione e non vuole lasciare margini all’eventualità che la zona prevista dal progetto venga messa a rischio.