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Viterbo, rave party a Valentano. Ministro Lamorgese: "Uso forza sarebbe stato pericoloso"

Massimiliano Conti
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Nessuna scorta ma solo un monitoraggio dei camper diretti al lago di Mezzano; è stata evitata la forza per non correre il rischio che la situazione degenerasse e comunque la presenza continua sul “luogo del reato” di un imponente dispiegamento di forze dell’ordine ha impedito che l’evento assumesse dimensioni ben più considerevoli. E’ in sintesi il succo della lunga informativa sul rave party di Ferragosto che il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha reso ieri pomeriggio alla Camera dei deputati, in diretta tv e in un clima surriscaldato, sedato a stento dal presidente Roberto Fico. La ministra, interrotta spesso dalle contestazioni dei deputati FdI, tra cui il viterbese Mauro Rotelli, ha compiuto “una puntuale ricostruzione dei fatti” avvenuti dalla sera del 13 all'alba del 19 agosto, scaricando una parte del barile su questura e prefettura di Viterbo, come rimarcato poi dal deputato meloniano Francesco Lollobrigida, che ha parlato di mancata assunzione di responsabilità da parte della ministra.

I 40 camper intercettati sull'Aurelia, tra Livorno e Cecina, alle 20,45 del 13 agosto, ha esordito Lamorgese, avevano a bordo una cinquantina di persone dirette genericamente a sud. “In quella circostanza - ha aggiunto - non veniva riscontrato materiale sonoro né emergevano altre forme di illegalità tale da legittimare misure cautelari o da impedire ai mezzi di proseguire il viaggio. Alcune ricostruzioni giornalistiche (quella del quotidiano La Verità, ndr) hanno usato impropriamente il termine scorta, quando è stato solo un monitoraggio”. Solo all'1,34 del 14 agosto la polizia riusciva a individuare l’area del rave, ha riferito la ministra, grazie a una telefonata alla questura da parte di una cittadina che aveva notato un continuo andirivieni di mezzi nella zona di Valentano. Quanto al gruppo di camperisti precedentemente intercettati, “si disperdeva per le strade sterrate della zona per poi ricomporsi intorno al lago di Mezzano, in un’area di 80 ettari, in campagna, senza recinzioni e accessibile da numerosi accessi”.

“Tutte queste caratteristiche – ha aggiunto la responsabile del Viminale – hanno contribuito a celare l’evento”. I numeri. Il rave ha visto la presenza di 900 forze dell’ordine, più altre 300 nell’ultimo giorno. All’alba del 14 agosto al rave c’erano 4 mila partecipanti, comprese famiglie con bambini: “I controlli hanno scongiurato la presenza di un numero più elevato di di partecipanti che sarebbe dovuto arrivare a 30 mila. Considerate le dimensioni dell’area, la presenza di minori e di grandi automezzi, si è ritenuto opportuno mettere in campo un’attività dissuasiva, evitando la forza (peraltro mai utilizzata negli altri rave svolti in Italia negli ultimi anni) con mezzi speciali, idranti e lacrimogeni, che avrebbero tra l’altro potuto provocare incendi”. Questa strategia, ha sottolineato Lamorgese, ha evitato che il rave proseguisse fino alla data programmata del 23 agosto. “La mattina del 19 l’area era sgombra, senza incidenti”. Pulita dal Comune di Valentano, che forse ora verrà ristorato delle spese, 30 mila euro. Anche il temuto focolaio Covid non c’è stato, ha concluso la ministra, citando il report della Asl.