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Viterbo trasporti nel caos. A Tarquinia alunna fatta salire su un altro scuolabus. La mamma terrorizzata

Anna Maria Vinci
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Pulmino per la primaria, primo giorno di scuola caos e preoccupazione per alcuni genitori. “Tanta paura nel vedere che mia figlia non arrivava con il solito pulmino. L’assessore preposto, la scuola e il responsabile del settore, dopo il mio reclamo sono intervenuti ieri a risolvere la problematica. Apprezzo molto i servizi che offre Tarquinia , e l’intervento celere dei responsabili, ma è giusto anche migliorarli se qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto”.  La signora S. M. racconta quindi la sua giornata al cardiopalma: “Il primo giorno di scuola: aspetto il pulmino numero 6 che doveva passare intorno alle 7.40 davanti la piscina comunale, arrivano le 7.55 e ancora non si vede nessuno. Provvedo pertanto a lasciare il lavoro per andare ad accompagnare la bambina a scuola (alle ore 8.30 il pulmino ancora non era arrivato). Provo per tutta la mattina a mettermi in contatto con il referente senza avere risposta. Provo a contattare anche la scuola, ma non rispondeva nessuno. Stacco nuovamente dal lavoro e vado alle 12.20 al deposito degli autobus per avere chiarimenti: vuoto, nessun cartello, nessuna comunicazione. Mi reco presso l’edificio scolastico dove trovo in partenza, con i bambini che uscivano prima, il pulmino 6 e chiedo informazioni, ricevendo conferma del fatto che mia figlia sarebbe stata portata alla fermata vicino casa in orario di uscita. Quando alle ore 13.30 arriva il pulmino davanti la fermata della piscina comunale mi viene detto che mia figlia non c'è”.

 

Da qui il panico: “Gli operatori provano a contattare gli altri pulmini: niente! Mi reco di corsa a scuola e quando arrivo davanti al cancello vengo richiamata dall'assistente del pulmino, che mi comunica che avevano recuperato loro mia figlia e di andarla a prendere alla fermata. In sostanza scopro, parlando con mia figlia, che diversi bambini di altri pulmini sono stati caricati sul numero 2 e portati fino alla barriera. Di lì gli operatori del suddetto pulmino hanno contattato i pulmini di riferimento affinché andassero a recuperare i bambini per portarli alla giusta destinazione”.

 

“Premesso che l’errore e la confusione dei primi giorni è comprensibile, possibile che quando ci si rende conto che sul pulmino non ci sono i ‘bambini giusti’, le famiglie non vengano prontamente informate? Sono stata mezz'ora con il cardiopalma - conclude la mamma -, senza sapere dove fosse mia figlia! È un fatto mio avviso assolutamente inaccettabile”.