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Viterbo, Lago di Vico. "Aumenta l'inquinamento". I medici ambientalisti chiedono di bloccare le captazioni

Massimiliano Conti
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Interrompere la captazione di acqua dal lago di Vico e rifornire di acqua potabile con mezzi alternativi i comuni di Caprarola e Ronciglione. Lo chiede a gran voce, alla luce dei più recenti giudizi di idoneità trasmessi dalla Asl ai due comuni, l'Isde di Viterbo, l'associazione dei medici per l’ambiente, che da oltre 15 anni studia il degrado dell’ecosistema del bacino e i possibili rischi per la salute delle popolazioni. I giudizi d’idoneità in questione sono quelli che vanno da gennaio 2020 a maggio 2021, dei quali l’Isde di Viterbo ha preso visione nei giorni scorsi. “La documentazione conferma ancora una volta i giudizi negativi relativamente alla qualità delle acque erogate nei due acquedotti comunali - affermano i medici ambientalisti - come anche da comunicazione al sindaco di Caprarola dell'11 marzo scorso e al sindaco di Ronciglione, sempre dello stesso giorno”. Nelle due comunicazioni del Dipartimento di prevenzione della Asl di Viterbo si legge testualmente: “Acqua non potabile per la rilevante presenza di Cianoficee (fra cui anche la specie potenzialmente tossica Planktothrix rubescens) e tossine algali”.

Sempre dalla stessa documentazione disponibile, segnala l’Isde, si evincono, in alcuni esami, superamenti delle concentrazione di arsenico, elemento cancerogeno certo di classe 1 secondo la classificazione della Iarc, nonché la presenza di batteri coliformi nelle acque dei due acquedotti comunali.
Nei due comuni persistono da anni le ordinanze di non potabilità dell’acqua, ricordano i medici per l'ambiente di Viterbo, che si richiamano alla delibera 276/2020 della giunta regionale, la quale indica, nella classificazione inferiore alla categoria A3, le acque lacustri vicane stabilendo che “tali acque possono essere utilizzate in via eccezionale, solo qualora non sia possibile ricorrere ad altre fonti di approvvigionamento e solo dopo opportuno trattamento”.

 


 

L'Isde cita infine le conclusioni dello studio CyanoAlert Horizon 2020 dove si legge: “Poiché, oltre che Riserva naturale e zona Sic (sito di importanza comunitaria, ndr), il lago di Vico è tutelato in qualità di fonte di approvvigionamento idropotabile, la presenza di cianotossine, conseguenza delle fioriture di specie tossiche dovute allo stato trofico delle acque del lago, rende l’eventuale uso delle acque per fruizione limitato a situazioni di emergenza, in assenza di altri approvvigionamenti disponibili con mezzi congrui e richiede delle misure di trattamento di elevata e provata efficienza”,
Di qui l’invito dell’associazione a tutte le istituzioni, per quanto di loro competenza, ad interrompere immediatamente la captazione dell'acqua dal bacino.