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Viterbo, elezioni a Vetralla. Flaminia Tosini, un'altra richiesta di rinvio a giudizio

R. V.
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Autorizzazioni assenti o rilasciate in maniera sospetta e rifiuti gestiti “abusivamente”. Come riporta Repubblica, in un articolo a firma di Andrea Ossini, sono le nuove ipotesi di reato mosse dalla Procura di Roma a Flaminia Tosini (Pd), candidata a sindaco di Vetralla alle elezioni del 3 e 4 ottobre, nell’ambito di un’inchiesta sul Tmb di Castelforte. Ex direttore regionale di politiche ambientali e ciclo dei rifiuti, Tosini, da quanto riporta il quotidiano, “è stata raggiunta” da una nuova “richiesta di rinvio a giudizio”. Identico provvedimento è stato emesso a carico di “Antonio ed Enrico Giuliano, ai vertici dell’impianto che sorge in provincia di Latina”.

 

“Sul registro degli indagati - riporta ancora Repubblica - compare anche il nome di Felice Rea, titolare del laboratorio analisi di Frosinone, incaricato di firmare i rapporti di prova. Al centro dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Alberto Galanti c’è il centro servizi ambientali, con il suo Tmb dalla capienza di 67.650 tonnellate all’anno”. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero risparmiato migliaia di euro non classificando correttamente i rifiuti e avrebbero massimizzato i profitti esercitando attività che non avrebbero potuto svolgere.  “Gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi”, si legge negli atti, che raccontano di come all’interno dell’impianto di trattamento sarebbero stati portati rifiuti indifferenziati “senza sottoporre gli stessi alla stabilizzazione della frazione organica”. 

 

“Le carte dell’indagine - secondo Repubblica - parlano di spazzatura non classificata correttamente, un sistema grazie al quale sarebbero stati trasportati anche materiali non idonei nelle discariche di Roccasecca e Civita Castellana”. La Procura di Roma ritiene inoltre che siano stati prodotti scarti da “rifiuti urbani indifferenziati con una dotazione impiantistica non adeguata al trattamento della frazione biologica, sulla base di un provvedimento palesemente illegittimo equiparabile all’assenza di autorizzazione. Il tutto grazie ad analisi non esaustive e a certificati ritenuti ‘non veritieri’, firmati dal titolare del laboratorio di analisi adesso indagato”. Flaminia Tosini, come si ricorderà, fu arrestata a marzo insieme all’imprenditore romano Walter Lozza per un’altra inchiesta ruotante attorno alla discarica di Monte Carnevale. Nell’ambito di questo procedimento, il prossimo 20 ottobre dovrà affrontare il giudizio immediato per corruzione e turbativa d’asta. Esclusi invece i reati di concussione e falso ipotizzati in un primo momento.