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Viterbo, elezioni a Montefiascone, L'aspirante sindaco non spiega e fa finta di cadere dalle nuvole

R. V. 
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Può capitare a chiunque di commettere errori, anche se, per chi si candida ad amministrare un comune, non è un bel biglietto da visita. Di sicuro, però, in una comunità civile non può capitare che, a fronte dei propri errori (che, lo ricordiamo, in questo caso sono rappresentati dalla mancata apposizione del simbolo della lista sui documenti principali e su quelli allegati), si cerchi di addossarne le responsabilità agli altri. O, peggio ancora, che, per confondere le idee all’opinione pubblica, si tenti di far passare la tesi di un complotto ai danni del Pd e del M5S ordito addirittura con la complicità delle istituzioni. 

 

A fronte dell’esclusione della lista sono dunque gravi, gravissime, le voci che la stessa lista e il suo entourage stanno alimentando in queste ore in paese, addirittura amplificandone la portata con la pubblicazione di post sui social letteralmente deliranti. Sarà il Tar a decidere come stanno la cose. Parlerà la legge, quella stessa legge di cui il Pd e il M5S sempre rivendicano il rispetto ogni volta che si tratta di giudicare il comportamento degli altri.

 

Grave anche che il candidato a sindaco nel comizio di domenica pomeriggio, trasmesso sui social (tutti lo possono vedere e giudicare), invece di spiegare in maniera trasparente la dinamica di ciò che è accaduto, magari aggiungendo legittimamente tutti i possibili elementi a discolpa, si sia limitata a cadere dalle nuvole con argomentazioni vaghe, facendo finta cioè di non sapere di cosa si stesse parlando. E in ogni caso cercando implicitamente di far ricadere sugli altri la colpa di questa davvero incredibile vicenda.