Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, elezioni comunali a Montefiascone. La lista esclusa grida al complotto

Alessandro Quami 
  • a
  • a
  • a

Esclusa dalle elezioni per l’assenza del simbolo sui documenti portati al protocollo dell’ufficio elettorale, la lista Montefiascone Merita (Pd, M5S e Patto civico), dopo aver dato mandato a un legale di presentare ricorso al Tar, domenica pomeriggio si è presentata ugualmente alla città tramite un’iniziativa pubblica nella centralissima piazza Vittorio Emanuele.  Tra sostenitori e candidati, più qualcuno che è sempre stato di destra ma ora è diventato “civico”, la (non) candidata sindaca Giulia De Santis ha fatto conoscere la squadra esclusa, e quindi formalmente inesistente, almeno finché il Tar non la riammetterà (se la riammetterà). 

 

Presentando la lista, De Santis ha detto: “Grazie di esserci in modo così massiccio. Abbiamo deciso, senza pensarci, che era giusto fare questa presentazione. Ora vi spiego com’è andata: abbiamo saputo dalla stampa e da voci informali come stessero le cose (non nomina il termine esclusione, forse per esorcizzarlo, ndr). Presentando la lista, il segretario comunale ci aveva attestato che tutto era regolare. Poi, i documenti sono stati trasmessi alla commissione, e anche lì tutto sembrava filare liscio, tanto che siamo stati estratti come lista numero 1. Ma dopo qualche giorno ci dicono che c’è un’irregolarità nella presentazione. Siamo nel giusto e non c’è stato nessun errore da parte nostra”.  Insomma, per De Santis e i suoi, ci sarebbe stato un corto circuito tra segretario comunale e commissione prefettizia, composta dal presidente Salvatore Grillo (vice prefetto), Cinzia Mirarchi (impiegata prefettizia), Gianluca Ferri (commissario locale di Forza Italia), Antonio Chiricotto (quota Lega), David Zeppa (quota Pd-Patto civico, in sostituzione di Vincenza Martinelli), Emilio Pezzato (impiegato in Prefettura). Va detto che l’esclusione della lista è stata votata all’unanimità, compreso dunque anche David Zeppa. Il segretario verbalizzante è stata inoltre la dirigente comunale Paola De Santis, compagna di Sandro Leonardi.  La stessa commissione, nel prendere la decisione, ha premesso che il 6 settembre la lista Danti aveva chiesto l’accesso agli atti, e la lista Pd lo aveva fatto due giorni prima.

 

Dalla lista di centrosinistra si gettano adesso ombre sull’imparzialità della commissione, ma non si precisano i motivi di tale convincimento. Si resta nel vago, non si spiega cosa realmente è stato contestato, tanto che i giornali ne sono venuti a conoscenza non certo da De Santis o da altri candidati. E come detto, per dimostrare la presunta regolarità degli atti, l’avvocato della lista ha presentato ricorso al Tar. Nel frattempo, sui social girano commenti di candidati e simpatizzanti Pd di questo tenore: “Spero che gli organi istituzionali siano a garanzia della democrazia e della pluralità politica”, scrive Giuseppe Cimarello, dirigente della Asl, una volta amico fraterno di Sandro Leonardi, poi redento sulla via di Belcolle. Insomma, il clima si fa sempre più teso. E allora, non resta che attendere la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (dovrebbe arrivare entro pochi giorni). Le elezioni saranno valide se voterà almeno il 40% degli aventi diritto: circa 4 mila 500 montefiasconesi.