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Viterbo, omicidio Norveo Fedeli. Giovedì 16 settembre processo d'appello per Pang

V. T.
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“Per noi non c’è un’altra verità. E’ stato un omicidio efferato, commesso in funzione di 600 euro di abiti firmati”, ha affermato a pochi giorni dalla prima udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello l’avvocato Fausto Barili, difensore dei familiari del commerciante viterbese Norveo Fedeli, assassinato brutalmente il 3 maggio del 2019 nella sua storica jeanseria. Giovedì inizierà il processo bis per Michael Aaron Pang, 25enne, ex grafico pubblicitario, condannato lo scorso dicembre a 25 anni e mezzo di reclusione dalla Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo.

“Non esiste una verità alternativa a quella che è emersa all’esito del processo di primo grado - ha ribadito il legale dei parenti della vittima -. Ci troviamo in un contesto rispetto al quale non c’è alcuna altra ipotesi plausibile oltre a quella che la Procura ha costruito e poi ha delineato nel corso dell’istruttoria dibattimentale. Quindi non siamo di fronte a uno scenario di legittima difesa che gli avvocati di Pang hanno tentato di introdurre e che adesso si accingono a riproporre in questa seconda fase. Da parte nostra ci auguriamo che la sentenza venga confermata”.

 

I difensori del ragazzo, gli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, in primavera hanno presentato il ricorso in Appello per ottenere una revisione del verdetto. Il tutto ruoterà attorno all’aggravante della rapina, che durante il giudizio di primo grado è stata messa a fuoco dall’accusa, insieme a quella della crudeltà, entrambe contestate sin da principio dai legali del giovane reo confesso.