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Viterbo, scuole. Niente pullman per chi entra alle 9.40

Massimiliano Conti 
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Manca un pullman che da Viterbo porti a Vignanello o a Civita Castellana in orario utile i ragazzi che entrano alle 9,40. Dove per orario utile non si intende quello del turno delle 8, che fa di tutti gli studenti un fascio, obbligandone una parte a gironzolare per strada o a stazionare alla fermata per un’ora e mezza in attesa del suono della campanella con tutti gli assembramenti del caso. Manca un pullman che da Viterbo riporti a casa, nei comuni della Bassa Tuscia o a Montefiascone, gli studenti del Buratti che escono alle 14,40. Manca un trasporto pubblico decente nel terzo anno scolastico dell’era Covid iniziato ieri per 38 mila studenti viterbesi, dei quali 13 mila iscritti alle superiori. Di questi, i pendolari, i più penalizzati dal doppio ingresso deciso, anzi imposto, dal ministero contro la volontà di molti dirigenti scolastici e della stessa Provincia, sono ben 8 mila. 

Per loro - sicuramente i più “resilienti” per usare l’orrendo termine oggi tanto in voga - ieri mattina è iniziato un calvario, solo parzialmente attutito laddove i presidi hanno optato per ore da 50 minuti. Strategie di riduzione del danno per evitare agli studenti il ritorno a casa a pomeriggio inoltrato con tanti saluti alla voglia di studiare e pure alla vita sociale, o a quel che ne resta.  “A più di sei mesi dall’inizio dell’utilizzo degli orari scaglionati ancora non siamo riusciti ad avere un sistema di trasporti con corse adatte a tutti. Ancora studenti costretti ad aspettare gli autobus per tempi inaccettabili o ad arrivare a scuola con una o due ore di anticipo rispetto all’apertura. E’ incredibile come non si sia riusciti a sfruttare questi ultimi mesi per organizzare un piano più adeguato”, afferma la segretaria della Rete degli studenti medi di Viterbo Bianca Piergentili“Molti comuni - prosegue la studentessa - non hanno le corse adatte agli orari degli studenti che entrano alle 10. Ne è un esempio il caso di Bassano Romano: gli unici pullman Cotral che passano la mattina arrivano a Viterbo alle 8 o alle 9, mentre, come corse di ritorno, ci sono solo quelle delle 14 o delle 16,20”. 

 

Per salutare il primo giorno di scuola ieri mattina la Rete degli studenti ha esposto davanti al liceo Buratti di Viterbo uno striscione con un messaggio chiaro e diretto: “Il futuro è nostro, ripartiamo da zero”. “E' proprio così che si sono sentiti gli studenti nell’ultimo anno scolastico: zero. La generazione zero - proseguono i ragazzi della Rete -. Molti dei problemi dell’anno scorso persistono: dalle aule troppo piccole per il distanziamento ai dubbi sulla maturità, dalla paura di tornare a distanza allo spesso inesistente coinvolgimento degli studenti nelle decisioni che li riguardano. La Rete in questi primi giorni di scuola raccoglierà proteste e segnalazioni da parte di tutte le scuole della Tuscia, per poi presentarle all'attenzione della Regione Lazio o della Provincia". 
Anche i sindacati fanno sentire la propria voce: “E' inaccettabile che dopo due anni il Cotral non sia riuscito ancora ad adeguare i trasporti e che la scuola si debba invece adattare a queste inefficienze - tuona Silvia Somigli, segretaria della Uil Scuola -. I doppi turni sono peggio della dad. Gli studenti del secondo turno rientrano a casa troppo tardi e si trovano in difficoltà nel fare i compiti”.