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Viterbo, elezioni a Montefiascone. La lista Pd-M5S esclusa. Non può partecipare alle elezioni: si prepara il ricorso al Tar

Alessandro Quami
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Esclusa dalle elezioni comunali la lista Pd-M5S-Patto civico per irregolarità sul simbolo, mentre sono stati considerati sanati gli errori su firme e date di nascita di alcuni candidati consiglieri. Quindi, se il Tar non cambierà quanto deciso ieri mattina dalla commissione elettorale prefettizia, il 3 e 4 ottobre sarà presente sulla scheda elettorale solo la lista di centrodestra (senza Lega). E i montefiasconesi potranno votare per l’unico candidato sindaco, Andrea Danti, e l’unica compagine che lo sostiene, tra cui spiccano ex assessori e consiglieri della passata amministrazione comunale, compreso l’ex primo cittadino Massimo Paolini

 

Una mattinata al cardiopalma, quella di ieri, per Giulia De Santis e per il centrosinistra, che si è ritrovato in attesa sotto Palazzo Sciuga, dove la commissione al lavoro ha deciso alla fine di “ricusare” la lista “Montefiascone merita - De Santis sindaco”. Il segretario del Pd, Vincenzo Frallicciardi, ieri pomeriggio ha commentato: “La lista è stata ricusata per la presunta mancanza del simbolo nonostante la verbalizzazione del segretario comunale ne attestasse la sua completezza. Entro tre giorni verrà presentato ricorso al Tar per la sua riammissione”. 
La commissione, presieduta dal viceprefetto Salvatore Grillo, ha motivato così l’esclusione: “La questione principale è la carenza di apposizione del simbolo della lista, sia sugli atti principali che sugli atti allegati”. La commissione ha consultato in particolare una sentenza del Consiglio di Stato: “In sede di presentazione delle liste gli adempimenti formali hanno carattere sostanziale e non ammettono equipollenti, in quanto strettamente funzionali ad assicurare la certa direzione delle manifestazioni di volontà espresse dai sottoscrittori: nel quadro dei requisiti sostanziali è da comprendere il simbolo con il contrassegno della lista, perché diretto, insieme alle altre indicazioni, a garantire che i presentatori che sottoscrivono, percepiscano immediatamente sindaco e candidati al Consiglio tramite le liste da loro sottoscritte”. Da qui, l’imperativo: “Anche quando il contrassegno consiste in una sigla o in una o più parole è necessario che esso sia apposto sui moduli che comprendono le firme dei presentatori, non essendo sufficiente la descrizione delle sue caratteristiche”. 

 

La commissione ha poi esaminato le presunte irregolarità su cinque candidati: Vittoria Severini, Matteo Simoncini, Renato Trapè, Giulia Sciuga e Carla Mancini. Ma le ha ritenute “meri refusi materiali sanabili con il soccorso istruttorio”, per cui i nominativi e le relative generalità sono sanabili “con i certificati prodotti dal Comune e correttamente allegati”. 
In ultimo, vale la pena ricordare come quanto successo a Montefiascone sia lo stesso caso di specie per il quale a Napoli è stata esclusa la lista della Lega a sostegno di Catello Maresca. Su questo caso si è già espresso il Tar, cui la Lega ha fatto ricorso, confermando l’eliminazione. Quindi, un precedente di pochi giorni fa che non fa ben sperare chi sostiene la lista Pd-M5S-Patto civico. E tutto questo, sebbene esponenti del Pd siano convinti che “giustizia e democrazia trionferanno anche a Montefiascone”.