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Viterbo, scuole alle prese con il problema degli orari. Super lavoro per conciliare ingressi e trasporti

Massimiliano Conti
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Corretti dal Ministero, almeno nella maggior parte dei casi, gli errori compiuti nell’attribuzione delle supplenze, sono stati gli orari l’ultimo rebus su cui gli istituti superiori della provincia si sono arrovellati fino a ieri. Difficile, o quasi impossibile, conciliare le esigenze didattiche, quelle degli alunni e quelle dei docenti, con gli orari del Cotral, e con la necessità di evitare assembramenti all’ingresso e all’uscita. Alcune scuole solo alla vigilia della prima campanella hanno potuto comunicare al personale e alle famiglie l’orario che sarà in vigore da oggi. Alcuni istituti hanno scelto di derogare dalle ore da 60 minuti per evitare ai propri studenti, in particolare in quelli impegnati nel secondo turno delle 9,40, il ritorno a casa a metà pomeriggio. 

 

Di sicuro, il terzo anno scolastico dell’era Covid si preannuncia complicato e carico di incognite quanto il precedente. Con un aggravante di non poco conto: il green pass reso obbligatorio per i docenti, che costringerà ogni giorno i collaboratori scolastici a controlli sistematici all’ingresso tramite i tablet - almeno finché il Ministero non avrà reso disponibile la piattaforma per le verifiche automatiche - con inevitabili perdite di tempo.  Venerdì scorso a Roma si è svolta intanto l’ennesima riunione-fiume tra i sindacati e il direttore dell’Usr per il Lazio Rocco Pinneri: si è parlato sia dell’attribuzione dell’organico Covid alle scuole - che non servirà però agli sdoppiamenti delle solite “classi pollaio” (in provincia di Viterbo le classi con oltre 30 alunni non si contano) - sia dei già citati i malfunzionamenti del sistema informatico che ha gestito le operazioni di attribuzione degli incarichi annuali. 

 

Per quanto riguarda il primo tema, il direttore ha annunciato un decreto di attribuzione alle scuole - già emanato - delle risorse finanziarie stanziate, che coprono il periodo settembre - dicembre, con l’auspicio che la prossima legge di bilancio possa prevedere l’estensione del finanziamento al restante periodo dell’anno. Le risorse disponibili per il Lazio ammontano a quasi 50 milioni, che saranno attribuite alle scuole in base ad alcuni parametri: numero degli alunni, plessi, alunni disabili.  Per quanto riguarda il (mal) funzionamento del sistema di attribuzione degli incarichi, la Cisl Scuola e le altre sigle presenti al confronto hanno chiesto il rifacimento delle operazioni, portando a supporto della propria richiesta diversi esempi di errori denunciati dagli iscritti. Da parte sua, Pinneri ha assicurato che, dopo i diversi interventi operati sul sistema informatico, non esistono più “errori logici” nelle attribuzioni. Gli errori a questo punto sarebbero solo “di input”, ossia di compilazione delle domande da parte dei precari. Il direttore si è riservato inoltre di valutare la più spinosa delle vicende denunciate dai sindacati, ossia l’applicazione della legge 104, “che ha portato in numerosissimi casi - sottolinea la Cisl Scuola - a risultati inaccettabili, come nel caso in cui i docenti specializzati sul sostegno vengono scavalcati, nel conferimento delle supplenze, da docenti privi di titolo, reclutati con il sistema delle graduatorie incrociate”. Tuttavia, la direzione non pensa di procedere al rifacimento delle operazioni, “a meno di non riscontrare, nel prosieguo, un numero molto elevato di errori”. L’ufficio si è dichiarato infine disponibile a rivedere, in autotutela, i singoli casi che i sindacati prospetteranno e ha assicurato che gli Atp del Lazio saranno sollecitati in tal senso.
Se sul fronte del personale docente i problemi sembrano in via di risoluzione, così non è per quanto concerne i collaboratori. Secondo la Uil Scuola sono 17 gli istituti in cui c’è carenza di personale Ata. Alla riapertura delle scuole, spiega il segretario Somigli, manca personale al Ruffini, Ellera, Egidi, Santa Rosa, Buratti, Vanni, Canevari, Paolo Savi e Grotte Santo Stefano. Per quanto concerne la provincia, carenze si registrano a Bagnoregio, Tuscania, Vignanello, Fabrica di Roma, Canino, Ronciglione e Montefiascone.