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Viterbo, cucina. Cene gourmet a casa con chef Eugenio Moschiano

Daniela Venanzi
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Un po’ come nei film americani, si chiama e si prenota una cena per due, una sorpresa per la fidanzata, o un incontro di lavoro per sei o dieci persone. Si chiamerà: “chef esperienze”. Esigenze limitate ma con la caratteristica di poter studiare il dettaglio. Quali tipi di tovaglia usare, quali piatti, quali bicchieri. Non solo, se è necessario, come spesso lo è, lo chef pensa anche alla cameriera per il servizio, e a chi lascia pulita la casa come se niente fosse successo.  Quasi una magia, un sogno ad occhi aperti che Eugenio Moschiano, tra gli chef più conosciuti e apprezzati della provincia di Viterbo, insignito del cappello di platino alla carriera, esperto di cucina creativa e presidente della delegazione Apci (Associazione professionale cuochi italiana), ha deciso in tempi di pandemia, di realizzare. “Ci ho pensato a lungo. L’anno scorso - spiega Moschiano -, è stato un periodo difficile per tutta la nostra categoria ma la crisi vissuta ha stimolato la mia creatività. Ho pensato a quello che poteva servire alla gente. E non da ultimo - continua a raccontare -, in questo particolare momento, ci sono tante persone che hanno paura di entrare nei locali al chiuso, che preferiscono restare nelle proprie case”.  “Ecco, per loro è stato pensata la mia proposta, ma anche - aggiunge ancora Eugenio Moschiano -, per i sognatori, per chi vuole creare un momento di emozione, una serata da ricordare, senza incombenze di alcun tipo come l’allestimento e l’apparecchiatura della tavola, proteggendo anche l’intimità familiare”.

 

Cosa preparerebbe per loro e il costo? 
“Piatti della tradizione locale, ma anche raffinatezze con prodotti tipici, o ancora proposte internazionali, dipende dalla situazione e dai gusti, il menù lo si sceglie insieme. Saprò consigliare la migliore combinazione e per il costo niente di più di una cena al ristorante”. 
La sua è una passione che viene da lontano, a Viterbo si è costruito una immagine che l’ha resa particolarmente popolare. 
“Ero un bambino - racconta Moschiano -, e mi intrufolavo nella cucina di mio nonno che aveva un ristorante, il Santa Cristina ad Avellino. Mi piacevano gli odori, giravo curioso, attirato da quelle tradizioni familiari e dagli utensili di cucina. Mi sembrava quasi un gioco. E’ da lì che è nata la spinta, ho capito di avere un’inclinazione naturale e ho avuto la fortuna di poterla seguire”. 
 

Poi ha anche studiato.
“Certo la scuola alberghiera mi ha dato la completezza di una formazione solida. Poi ci si è messo il lavoro al fianco dei più grandi chef, e non mi sono fatto mancare l’esperienza di oltre quattro mesi in Francia”.
Oggi, dopo questo lungo percorso, incassa il fatto che, a livello di popolarità è forse quello più conosciuto a Viterbo. 
“Sì ho lavorato presso i più grandi centri termali locali, con i ristoranti di livello della zona, ho servito personaggi famosi, seguito centinaia di eventi importanti”. 
E adesso arriva questa proposta innovativa, unica nella provincia. 
“Sì, avendo aperto la bottega degli chef, con piatti da asporto, ho pensato di offrire un servizio nuovo, non si tratta solo di un cuoco a domicilio, di quelli ce ne sono tanti, è un pacchetto completo, dove si va dal colore dei tessuti, alla scelta dei bicchieri e delle posate, c’è compreso proprio tutto. Perfino se si volesse un violinista che suona. Solo che non c’è niente da scartare e preparare, pensiamo a tutto noi con la nostra squadra. Un’emozione che ti arriva a casa, è come aprire un pacco pieno di profumi e di suggestioni”.