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Viterbo, rave di Valentano. Il ministro Lamorgese riferirà alla Camera

Beatrice Masci
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Dopo tante domande senza risposte e soprattutto dopo tante indiscrezioni sulla “scorta” delle forze dell’ordine alla colonna di camper che hanno occupato Valentano a Ferragosto per il rave party, arriva il chiarimento. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, a lungo chiamata in causa e ritenuta “non idonea a ricoprire quel ruolo” (dichiarazioni di Fratelli d’Italia che ne chiedono le dimissioni ndr) mercoledì riferirà alla Camera su quanto accaduto a Valentano. Mauro Rotelli, parlamentare di Fratelli d’Italia, tra coloro che ha avanzato la richiesta di una informativa urgente, ritiene che un chiarimento sia dovuto.

“In quei cinque giorni - afferma Rotelli - abbiamo assistito a un fatto inaudito. Le forze dell’ordine si sono impegnate al massimo, hanno fatto tutto quello che potevano, ma se è vero, come indiscrezioni giornalistiche sostengono, che addirittura i partecipanti potevano essere fermati prima del loro arrivo, addirittura fuori dai confini regionali, e che invece siano stati scortati e poi controllati a distanza, questo è un fatto inaudito. E’ come dire che in Europa esiste un territorio in cui questi eventi possono essere celebrati. Non è purtroppo la prima volta che succede nella Tuscia. Il ministro deve spiegare cosa è veramente accaduto in quei cinque giorni”.

 

Il punto centrale, emerso da indiscrezioni, va detto, è: “Monitorare il traffico e non bloccarlo”. Questo sarebbe stato l’ordine partito da Roma e che avrebbe portato a un sostanziale controllo a distanza dei camper che arrivavano a Valentano. Forse era troppo tardi per imporre uno stop e le autorità hanno ritenuto ragionevole evitare problemi di sicurezza. Mercoledì si saprà cosa realmente è accaduto nelle ore precedenti il rave. Quello che è avvenuto durante i cinque giorni, invece, è stato praticamente vissuto in diretta: le forze dell’ordine hanno costantemente controllato i 10 mila presenti, impedendo contatti con la popolazione, tanto che, tre giorni fa, l’assessore regionale alla Salute, Alessio D’Amato, ha potuto dire, dati alla mano, che la presenza dei 10 mila ragazzi non ha contribuito in alcun modo a far salire i contagi. In presenza di un fuggi fuggi generale forse sarebbe andata diversamente.