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Viterbo, fotovoltaico a Ferento: ennesimo rinvio Ciambella: “La moratoria è solo un bluff"

Beatrice Masci
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Si è conclusa con un rinvio al 20 ottobre la terza e ultima conferenza dei servizi convocata per la richiesta di autorizzazione dell’impianto fotovoltaico di 100 ettari a ridosso dell’area archeologica di Ferento. Il motivo del rinvio non è stato, come gli ambientalisti auspicavano e speravano, le modalità di applicazione della moratoria regionale che, almeno sulla carta, impone uno stop a questo tipo di impianti fino a tutto il 2022, ma più semplicemente le difficoltà tecniche causate dai problemi ai server della Regione Lazio dopo l’attacco informatico dello scorso agosto. Torna perciò a farsi strada il timore che la moratoria sia un bluff.

 

Lo ha detto senza mezzi termini la consigliera comunale Luisa Ciambella alla vigilia della conferenza dei servizi: “Se la moratoria non è un bluff, la Regione provveda immediatamente alla sua applicazione”. Così non è stato e i dubbi tornano a farsi strada. Nel frattempo, però, la Sovrintendenza, tra i soggetti presenti alla conferenza dei servizi insieme alla Regione, al Comune e alla Provincia, ha inviato una nota circostanziata sui motivi del suo no all’impianto di Ferento. Tutta colpa della Regione? In prima battuta sì, secondo gli ambientalisti, visto che potrebbe applicare la moratoria ma non lo fa. “Sono stata la prima ad accusare la Regione - spiega Ciambella - ma anche il Comune ha la sua parte di responsabilità. A più riprese sindaco e assessori hanno detto che la Regione non si è mossa, dimenticando, tuttavia, che la legge fornisce anche ai Comuni le medesime armi. Ovvero: la possibilità di individuare aree non idonee agli impianti. Da marzo io sollecito un intervento in tal senso dal Comune, ma il tutto è sempre rimasta lettera morta. Inoltre, il Comune ha una seconda arma, potrebbe infatti chiedere, cosa che si è ben guardato di fare, la valutazione di impatto cumulativo. In sintesi, vuol dire valutare il tipo di impatto che impianti simili ravvicinati potrebbero avere sul territorio. Accanto a Ferento, infatti, ci sono altre aree interessati da progetti: 70 ettari al Rinaldone, c’è poi Cipollaretta e altri, ma c’è anche il progetto del biodigestore all’Acquarossa e la piattaforma di rifiuti speciali. Sono sufficienti per chiedere una valutazione di impatto cumulativo? Credo proprio di sì”.

 

Ciambella si rivolge ancora una volta al sindaco Arena: “Sollecito il Comune a interagire con la Regione per rendere operativa la moratoria, chiedo inoltre di sapere se è vero che è nata una cabina di regia per far fronte a questi temi e soprattutto chiedo di conoscere nei dettagli la moratoria approvata, per capire, finalmente, se è un bluff oppure un’arma importante per mettere un freno a questi impianti”.