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Viterbo, comandante dei vigili di Montefiascone. Si attende la sentenza del Tar

Alessandro Quami
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Nessuno sarà processato per reati penali, ma il passaggio a comandante della polizia locale tra Luigi Salvatori e Giulia Bassi è ancora sotto la lente della magistratura amministrativa in attesa di definizione. E questo aspetto giudiziario potrebbe prendere forza dopo la sentenza del gip di Viterbo, che ha escluso la rilevanza penale dei coinvolti della triplice inchiesta (accorpata in un'unica indagine) per abuso d'ufficio contro l’ex giunta Paolini e quattro agenti della polizia municipale. Indagine che nei giorni scorsi è stata archiviata. In merito al conferimento dell’incarico di comandante del corpo di polizia locale a Giulia Bassi, la sentenza del giudice per le indagini preliminari Savina Poli non lascia adito a dubbi. “Quanto alla procedura di cui al capo 2 le irregolarità contestate – e che sicuramente vi sono state – si sono sostanziate essenzialmente nella violazione di norme regolamentari, violazione che non risulta più penalmente rilevante ai sensi dell’articolo 323 del codice penale, a seguito del decreto legge 76/2020 convertito in legge 120/2020”.

 

Va ricordato che un anno e mezzo fa l’agente della municipale Margherita Camicia fece ricorso al presidente della Repubblica contro la nomina della nuova comandante. Presentò ricorso in quanto, secondo la ricorrente Camicia, non sarebbe stata applicata la legge in vigore (concorso aperto e non mobilità interna). L’amministrazione comunale di Montefiascone, tramite la giunta Paolini, si oppose al ricorso di Camicia, e tutto fu riportato per la pubblicità sull'albo pretorio: “Il Comune di Montefiascone – si leggeva sull’albo pretorio – ha ricevuto il 12 dicembre 2019 un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, avanzato da Margherita Camicia”.  Il ricorso della vigilessa fu fatto “per l’annullamento” di alcuni atti, tra cui “la delibera della giunta municipale numero 175 del 31 luglio 2019, relativa a direttiva polizia locale”; e la determinazione del V settore di polizia locale numero 60 del 12 settembre 2019: “Assegnazione per mobilità interna della dipendente Giulia Bassi nel posto di funzionario comandante della polizia locale”.

 

In seguito, il Comune ha trasferito dinanzi al Tar il ricorso della vigilessa, e attualmente si attende la sentenza del Tribunale amministrativo regionale. Davanti al Tar ci stanno Camicia, che è convinta che l’incarico a Bassi non sia legittimo, e il Comune di Montefiascone. Il quale paga anche una parcella all’avvocato: “Per la rappresentanza e la difesa del Comune nel ricorso e procedere alla trasposizione e difesa al Tar, serve una somma complessiva lorda di 5.766,31 euro”, recitava l’albo pretorio. Insomma, il gip di Viterbo ha detto che non ci sono reati penali ma che ci sono delle irregolarità regolamentari nell’incarico a Bassi. E Camicia nel ricorso al capo dello Stato, trasportato davanti al Tar, ha contestato sia la non applicazione del regolamento sia, soprattutto, la mancata osservanza della legge Madia che prevedeva il concorso aperto agli aventi diritto e non la mobilità (come è stato fatto). La giunta Paolini in merito ha sempre risposto che con la mobilità interna si sono risparmiati molti soldi.