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Viterbo, inchiesta ex giunta di Montefiascone archiviata. Il gip: "Ravvisate irregolarità"

Alessandro Quami
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Montefiascone, no al processo penale ma ci sono state irregolarità negli atti della ex giunta Paolini in merito all'inchiesta per abuso d'ufficio archiviata. Lo scrive il giudice per le indagini preliminari Savina Poli, che ha accolto la richiesta di archiviazione del pm Franco Pacifici. Per la precisione, il gip osserva, rispetto ai tre filoni d'inchiesta, che “nelle procedure svolte sono ravvisabili una serie di irregolarità che risultano dagli atti, ma che, tuttavia, non si ritengono rilevanti per l'integrazione del reato per cui in questa sede si procede. L'eventuale esercizio dell'azione penale non si rivelerebbe pertanto proficuo, sebbene le procedure siano state irregolari”.

La giudice specifica il perché del no all'azione penale. “In particolare, quanto alla procedura di cui al capo 1 (delibera per l'assunzione a tempo indeterminato e part time di due funzionari amministrativi di categoria D, e quella che approvava il regolamento dei concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato, ndr), tenuto conto di quanto si evince dall'informativa della guardia di finanza del 2 settembre 2020, e condividendosi, altresì, quanto rappresentato dal pm, ritiene questo giudice che nonostante l'omessa riserva di posti – che pure vi è stata – a favore di determinate categorie di soggetti, non vi sono elementi per sostenere l'accusa in giudizio, quantomeno con riferimento all'elemento soggettivo del reato”. Conferimento dell’incarico di comandante a Giulia Bassi, che ha preso il posto di Luigi Salvatori alla guida della municipale: “Quanto alla procedura di cui al capo 2 le irregolarità contestate – e che sicuramente vi sono state – si sono sostanziate essenzialmente nella violazione di norme regolamentari, violazione che non risulta più penalmente rilevante”. 

 

In merito al terzo capo di incolpazione provvisoria, vale a dire il concorso per l’assunzione di quattro ausiliari di polizia locale a tempo parziale e determinato di quattro mesi, la giudice scrive che “anche con riferimento alla procedura di cui al capo 3, l'innegabile irregolarità che si è verificata e che è consistita nella violazione del principio dell'anonimato, non ha sostanzialmente inciso sulle risultanze della procedura”. Da qui, conclude il gip, “dovendo valutarsi le condotte sotto il profilo penalistico, non emergono elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio con riferimento al reato rubricato (...)”.  Per questi motivi, il giudice ha disposto l'archiviazione del procedimento penale contro gli ex amministratori Massimo Paolini, Orietta Celeste, Massimo Ceccarelli, Rita Chiatti, Paolo Manzi, Fabio Notazio, e contro gli agenti o ex Giulia Bassi, Luigi Salvatori, Gianni Nunziati, Luciana Fronda