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Viterbo, "gay pride a Viterbo". La proposta della rete degli studenti medi già divide. Freddezza dal sindaco

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Massimiliano Conti
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Un gay pride viterbese per aiutare tutti i ragazzi Lgbt che vivono in una città e in una provincia difficili a fare coming out. La proposta, destinata a far discutere, arriva dalla Rete degli studenti medi, che martedì sera l’ha lanciata dal palco del Festival Limites a Pianoscarano nell'ambito dell'iniziativa “Out of the closet”.
Una proposta di cui il sindaco Arena al momento dice di non sentire l'esigenza, sulle orme del collega di Rieti nonché compagno di partito (Forza Italia) Antonio Cicchetti, il quale ha negato agli organizzatori del Lazio Pride 2021 - che quest'anno si tiene proprio nel capoluogo sabino - il patrocinio del Comune. I toni di Arena, che non è un ex missino come Cicchetti ma vanta solide radici democristiane, sono molto più felpati. La sostanza però sembra essere la stessa. “Manifestazioni come queste a Viterbo non hanno mai attecchito”, taglia corto il primo cittadino viterbese che, appena uscito da una crisi politica complicatissima, non ci pensa per niente ad aprire un altro fronte di polemica nella maggioranza.

 

La pensano diversamente gli studenti della Rete Bianca Piergentili e Andrea Grazini, intervenuti martedì sera alla serata dedicata proprio al tema del coming out. Con loro c’erano Pietro Turano, attore e portavoce di Gay Center, e Claudio Santini, genitore “Out of the closet vuol dire fuori dall’armadio – spiegano gli studenti della Rete - ed è l’espressione usata dagli anglofoni per indicare il coming-out, quel momento nel quale una persona Lgbt rivela pubblicamente la propria identità, vivendo liberamente e apertamente la propria vita, senza la necessità di celare nascosta una parte di sé, per l’appunto, nell'armadio”.  Il tema scelto dal sindacato studentesco non è casuale ma è figlio di una riflessione ben precisa: “Essere gay a Viterbo non è facile - dice Bianca Piergentili, segretaria della Rete - . Le persone Lgbt sono esposte a pregiudizi e si trovano spesso a vivere episodi di discriminazione e di violenza. Per questo fare coming-out è qualcosa di molto difficile, specialmente per un ragazzo o una ragazza. Affrontare la reazione dei propri genitori, il giudizio dei compagni di scuola e quello dei propri amici rappresenta un ostacolo che a volte può sembrare enorme. Per questo è importante parlarne liberamente e pubblicamente, per liberare il coming-out da tutte le resistenze, gli imbarazzi e i giudizi a cui è associato”.  Gli ospiti della serata sono stati tutti d’accordo: a Viterbo serve il Pride, “quella grande parata colorata che sfila per le strade delle città manifestando l’orgoglio della comunità Lgbt”.

 


“Con il Lazio Pride che si svolgerà sabato prossimo a Rieti, Viterbo rimane l’unica provincia della regione a non aver avuto il suo Pride”, ha sottolineato Pietro Turano. A fargli eco è Andrea Grazini che ha colto l’occasione per lanciare appunto la candidatura di Viterbo a ospitare il Lazio Pride 2022: “Il Pride rappresenterebbe una grande scossa per questa città, sarebbe l'occasione di una intera comunità di uscire dall'armadio, palesandosi alla città”. Il sindaco Arena, pur non esprimendo esplicitamente la sua contrarietà, storce la bocca: “Per via del Covid e del rischio assembramenti abbiamo appena rinunciato a eventi ben più attrattivi in termini di partecipazione (il trasporto della Macchina, ndr) e ora dovremmo andarci ad impelagare in un genere di manifestazioni che non hanno mai fatto presa nella nostra città? Comunque quando sarà formalizzata una candidatura valuterò, al momento mi sembra prematuro parlarne”.