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Viterbo, elezioni comunali a Montefiascone. Altri guai per Danti. Emanuele Brodo: “Non votatemi, mi dissocio dalla lista"

Alessandro Quami
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Emanuele Brodo dice no alla lista Danti, e non vuole essere votato. Lo ufficializza spiegando il perché del suo passo indietro: “Diffido chicchessia, e invito elettori e organi di stampa a non associare il mio nome alla lista ‘Insieme - Danti sindaco’, perché la lista che stavamo costruendo, per cui ho apposto la mia firma e rispetto alla quale mi hanno assicurato che sarebbe stata presentata, conteneva ben altri nomi e aveva progetti opposti”. 

Infatti, sabato mattina, quando è successo il pandemonio in seguito alla lista unica di centrodestra voluta da Andrea Danti e Orietta Celeste, il 32enne era scuro in volto. Da un lato cercava di capire cosa stesse succedendo, dall’altro stava già maturando la decisione di mollare tutto. E solo ieri pomeriggio, mercoledì 8 settembre, ha reso ufficiale ciò che girava nell’aria da qualche ora, quando voci di piazza lo davano come prossimo a dire addio a Danti. “Nel silenzio delle tenebre – prosegue l’attivista universitario -, senza coinvolgere le persone con cui si era condiviso un percorso di rinnovamento, si rinuncia a cambiare, si rinuncia alle parole dette per mesi, si tradisce la fiducia di un gruppo e si scrive invece una brutta pagina della politica, dando dimostrazione di quella politica fatta di accordicchi di potere che si era detto di voler contrastare e combattere. Le mie perplessità sulla bontà della lista sono state vive dal primo minuto della presentazione. Ho riflettuto a lungo in questi tre giorni su cosa fosse meglio fare e la decisione finale è che ci sono cose a cui non si può rinunciare e tra queste ci sono la lealtà e la coerenza. Lo devo a me stesso e a tutte le persone che non potrebbero mai comprendere una mia permanenza in quella lista. Continuo a credere, a sognare e a immaginare una Montefiascone diversa”. 

 

E ancora: “Per mesi mi è stato detto che avremmo costruito un progetto diverso, con idee e persone nuove. La parola d’ordine era essere alternativi a un modo di amministrare che è incarnato a Montefiascone in alcune persone a cui volevamo essere appunto contrapposti. Questo mi è stato detto e scritto per mesi. Questo avevamo progettato e questo stavamo costruendo, almeno così mi si diceva”. Brodo non li nomina ma i suoi avversari - Sandro Leonardi e Massimo Paolini, Massimo Ceccarelli e Fabio Notazio - erano diventati i suoi compagni di viaggio: non ce l’ha fatta a ingoiare il rospo. 
“Sono anni che seguo la politica con passione – conclude Brodo -: nel 2019 mi sono candidato nel cda dell’Università della Tuscia, venendo eletto con 558 preferenze. Continuerò a lavorare per la mia idea: ricostruire un centrodestra fondato sui sani valori, non su accordi sottobanco”.