Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, scuola. Ingressi scaglionati I presidi dicono no e chiedono deroghe

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Il tavolo prefettizio conferma gli ingressi scaglionati su due turni ma parte il pressing dei presidi viterbesi per ottenere una deroga dall’Ufficio scolastico regionale. “Il doppio turno nella nostra provincia è privo di senso”, sintetizza il consigliere provinciale Eugenio Stelliferi, delegato alla pubblica istruzione, che martedì pomeriggio ha partecipato alla riunione del tavolo scolastico provinciale presieduto dal prefetto Giovanni Bruno. Al vertice erano presenti anche il provveditore Daniele Peroni, rappresentanti di tutti i comuni della provincia e del Cotral. L'azienda regionale dei trasporti ha confermato la disponibilità della doppia flotta per garantire i doppi turni, ma anche l’impossibilità di aumentare ulteriormente le corse. 

 

 

L’anno scolastico partirà dunque con i due ingressi stabiliti a livello ministeriale, il primo alle 8 e il secondo alle 9,40, ma i dirigenti scolastici, come detto, si sono già messi in moto. “Faranno prima una richiesta di deroga all’Usr in forma singola, poi, se non otterranno risposte, daranno vita a una cordata unica -spiega Stelliferi -. Il tutto ovviamente sotto l’egida del provveditore di Viterbo”.  Ma cosa c'è che non va nel doppio turno, a parte i problemi che crea agli istituti a livello organizzativo? Per il consigliere provinciale questa soluzione non solo non elimina il problema degli assembramenti ma addirittura lo amplifica.  “Non si capisce la ratio del provvedimento. I pullman – ragiona Stelliferi –, possono essere riempiti fino allì’0% della capienza, mentre il primo turno delle 8 prevede l'ingresso solo del 60% degli studenti. Significa che un 20% di ragazzi arriverà comunque alle 8 e per un’ora e 40 girerà la città o stazionerà per i bar di Viterbo creando proprio quegli assembramenti che si vorrebbero evitare. Inoltre - aggiunge -, mi dovrebbero spiegare perché dopo le 9,40 il rischio contagio miracolosamente dovrebbe scomparire, visto che i ragazzi da quell’ora in poi si ritrovano tutti di nuovo insieme”. Senza contare il disagio degli studenti del secondo turno, che torneranno a casa a pomeriggio inoltrato, stanchi e snervati, con chissà quanta voglia di studiare. Un film già visto lo scorso anno. 

 

 

Il problema nella Tuscia riguarda prevalentemente il capoluogo, dove si concentrano la maggior parte degli istituti scolastici superiori della provincia. Per la cronaca gli studenti viterbesi pendolari sono 8 mila su un totale di 13 mila.  “Come territorio – conclude il consigliere provinciale Stelliferi –, abbiamo espresso tutta la nostra contrarierà alla doppia entrata, che genera solo confusione e assembramento. Auspichiamo che l’Usr possa concedere una deroga”.  Restano un’incognita per ora le uscite: il massimo fissato è di cinque, per venire incontro alle richieste di Cotral, ma sempre che tutte le scuole riescano a rispettare questo limite.